Strage Bologna, Abbatino vuole protezione: “Parlo, ma intervenga lo Stato”

Maurizio Abbatino in tribunale parla di Mafia Capitale e della Strage di Bologna: “Deporrò solo se lo Stato mi darà protezione”.

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Maurizio Abbatino, detto “Crispino” (Youtube)

La Corte d’Assise di Bologna ha ascoltato Maurizio Abbatino, ex boss della Banda della Magliana. Le sue deposizioni, nell’ambito della Strage di Bologna, sono state richieste per provare ad acquisire nuovi dettagli sui fatti avvenuti il 2 agosto del 1980. Da una località segreta, “Crispino” ha spiegato di essere a conoscenza di diverse dinamiche anche in merito ad altri processi che ancora non hanno colpevoli, ma ha chiesto protezione. “Non ho le prove – ha detto – ma credo di essere uscito al programma di protezione in seguito alla vicenda di Mafia Capitale. É emerso un quadro di forte corruzione, ed è lecito avere il timore che queste persone possano farmi qualcosa viste le conoscenze con le istituzioni”. 

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Abbatino parla di diversi personaggi. Da Pippo Calò ai Nar, fino a Carminati. “Il Freddo” di Romanzo Criminale si blocca però quando gli viene chiesto di riferire sugli incontri fra la Banda della Magliana e i sequestratori di Aldo Moro. “Ricordo che la mia collaborazione è finita. Ho riferito spesso e dettagliatamente”, prosegue Abbatino che poi rilancia. “Il ministero dice che non sono più un collaboratore, per cui se c’è bisogno di me è giusto reinserirmi nel programma di protezione. La storia dell’onorevole Piccoli? Ho già parlato e nessuno ha approfondito all’epoca. Perché volete farlo adesso”. Abbatino chiede protezione e parla anche di Mafia Capitale.

Abbatino chiede protezione: “Così non va bene”

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L’arresto di Maurizio Abbatino (Youtube)

L’interrogatorio di Abbatino si sposta su Mafia Capitale, e “Crispino” torna a criticare alcuni passaggi dell’inchiesta. “Mi avete fatto domande su Carminati – ha detto – ma la domanda è giusto che la faccia io. É normale che io stia scontando una pena e lui sia fuori? Non va bene che io parli di lui e del sequestro Moro”. Poi l’avvocato Scognamiglio chiarisce: “Un collaboratore di giustizia non diventa mai ex. Gli sono stati tolti i diritti fondamentali e adesso gli si chiede di sforzarsi in processi che riguardano la sicurezza nazionale”.

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Restano quindi molti i dubbi da chiarire sulla collaborazione del “Freddo”, che intanto ottiene una audizione in commissione Antimafia per riferire delle sue paure. Resta uno dei pochi superstiti della Banda della Magliana, di quel gruppo che con Giuseppucci, De Pedis e gli altri componenti, era collegato a gruppi criminali, e per molti versi è custode di molti segreti. Abbatino conferma di essere pronto a fornire nuovi dettagli ma chiede protezione, e in attesa chiude la bocca e mostra tutti i suoi timori.