Un blitz coordinato scattato a San Paolo, in Brasile, ha spezzato il canale transatlantico della ‘.drangheta, portando all’arresto di sette persone tra cittadini italiani e brasiliani coinvolti nel traffico industriale di cocaina e nel riciclaggio di denaro.
L’operazione Eredità, condotta dalla Polizia Federale brasiliana e dal ROS dei Carabinieri con il supporto operativo di Europol e della DIA tramite la rete @ON Network, ha perquisito sette immobili commerciali e residenziali, sequestrando nove proprietà immobiliari, due aziende e bloccando svariati conti bancari.
Le indagini hanno portato al sequestro di beni accumulati illecitamente e prove digitali. La rete criminale trasportava ingenti quantitativi di droga dal Brasile verso i principali hub logistici europei, occultando i panetti di cocaina all’interno di merci lecite come ceramiche, legname, sanitari e prodotti alimentari spediti tramite navi cargo commerciali.
L’organizzazione faceva perno su una profonda sinergia tra esponenti della ‘ndrangheta e sodali brasiliani legati da vincoli familiari e d’affari. “I sospettati utilizzavano piattaforme cifrate dotate di avanzate contromisure di controspionaggio tecnologico – si legge nel report diffuso da Europol a margine delle operazioni – affidandosi a intermediari finanziari specializzati nel trasferimento clandestino di valori su scala internazionale”.
Una parte consistente dei proventi generati dalla vendita della sostanza stupefacente in Europa veniva sistematicamente reinvestita nell’acquisto di nuove partite di droga, alimentando un ciclo continuo di finanziamento transoceanico.
La strategia di successione familiare nei clan e il ruolo della squadra finanziaria sul campo
Il punto centrale emerso dalle indagini riguarda la capacità di sopravvivenza della struttura, capace di applicare un preciso meccanismo di successione interna di fronte ai colpi inflitti dalla magistratura.
I parenti e i collaboratori dei narcotrafficanti arrestati in Brasile nel 2019 e nelle successive operazioni Samba e Mafiusi – che avevano portato a 28 catture – subentravano direttamente nella gestione delle importazioni, riutilizzando le stesse rotte marittime, i canali finanziari e le reti di contatti consolidate negli anni.
Nel corso dell’azione a San Paolo, Europol ha schierato un esperto di analisi finanziaria dotato di ufficio mobile per verificare in tempo reale i dati estratti dalle banche dati. “Le prove fisiche e digitali acquisite durante le perquisizioni – spiegano gli investigatori della rete di contrasto alla criminalità organizzata – permetteranno di chiarire i legami strutturali tra i fornitori sudamericani e le reti europee“.