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Politica

Abolizione del bollo auto a vita col Pnrr: come il governo copre il buco da 2,3 miliardi

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Francesco Ferrigno

La svolta impressa dal governo di Giorgia Meloni è destinata a stravolgere i conti della mobilità e delle casse regionali.

Parliamo della cancellazione definitiva della tassa automobilistica, il cosiddetto bollo auto, per un’ampia platea di cittadini. Attraverso un messaggio diffuso sui propri canali ufficiali, la premier Giorgia Meloni ha annunciato che l’azzeramento del prelievo sulle vetture di piccola e media potenza diventerà una misura permanente e non limitata a una singola annualità.

Abolizione del bollo auto a vita col Pnrr: come il governo copre il buco da 2,3 miliardi – Notizie.com

L’operazione, che punta ad alleggerire la pressione sulle famiglie riutilizzando le risorse europee non spese, ha immediatamente innescato un violento scontro politico e contabile con gli enti locali. L’intervento governativo prevede la cancellazione permanente della tassa di proprietà per i veicoli con potenza fino a 80 kilowatt e per i motocicli, introducendo la clausola del beneficio limitato a un unico mezzo per ogni cittadino.

Senza alcun vincolo legato all’Isee, la misura andrà a coprire circa il 70% del parco auto circolante nel Paese, includendo utilitarie e piccoli crossover ad altissima diffusione come Panda, 500, Clio, Yaris e Polo. I costi dell’operazione, quantificati in circa 2,3 miliardi di euro, verranno sostenuti attingendo ai fondi del Pnrr rimasti inutilizzati alla data del 30 giugno 2026 e privi di vincoli giuridici o di rendicontazione verso le istituzioni europee.

Il rischio voragine per i bilanci regionali e il caso emblematico del Veneto

L’abolizione del bollo auto non vale solo per il 2027 – ha ribadito la premier Giorgia Meloni attraverso un post pubblicato su X – ma la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva“. Sulle modalità di attuazione e sulle prospettive future si è espresso il vicepremier Matteo Salvini: “L’economia sta andando bene – ha sottolineato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – e non si esclude che in manovra si possa andare oltre gli 80 kw e allargare la platea dei beneficiari”.

Dello stesso avviso il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il quale ha ricordato la genesi dell’intervento: “Si trattava di un desiderata e ci siamo arrivati in modo sofferto – ha spiegato il ministro dell’Economia – per un motivo emergenziale che diventerà strutturale“.

Il rischio voragine per i bilanci regionali e il caso emblematico del Veneto – Notizie.com

La misura ha sollevato forti preoccupazioni per le ripercussioni economiche sugli enti territoriali, considerando che il gettito complessivo del bollo auto ha generato nel 2025 un incasso totale pari a 7,1 miliardi di euro. Solo nel Veneto la misura rischia di sottrarre tra i 600 e i 900 milioni di euro complessivi tra entrate ordinarie, arretrati e procedure di riscossione coattiva. A fronte dei timori espressi dagli amministratori locali e dal direttore dell’Anci Carlo Rapicavoli, il governo ha fissato al 31 marzo la ripartizione dei compensi destinati a Regioni e Province autonome per neutralizzare le perdite di bilancio.

Apprezzo questa scelta coraggiosaha evidenziato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani – che dimostra grande attenzione e sarà accompagnata da compensazioni adeguate“. Di parere diametralmente opposto l’opposizione regionale con Giovanni Manildo, che definisce l’intervento un blitz a danno dei territori, mentre il governatore della Toscana Eugenio Giani accusa la premier di raggiungere un livello sconsiderato di demagogia elettorale.

Valutazioni divergenti circa l’impatto reale del provvedimento

Estrema cautela viene avanzata anche dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro: “Il bollo finanzia i servizi ai cittadini – ha dichiarato il governatore pugliese – ed è indispensabile che il mancato gettito venga garantito integralmente con risorse certe, per evitare di dover ridurre le prestazioni“.

L’impianto del provvedimento ha scatenato un vivace confronto anche sull’opportunità politica e sulla reale efficacia distributiva dell’esenzione. Il vicepremier Antonio Tajani ha rivendicato la paternità della misura inserendola nell’alveo storico del centrodestra e respingendo le critiche sollevate dai gruppi dell’opposizione. “Cancellare il bollo rappresenta una scelta coerente con le battaglie liberali di Forza Italiaha precisato il ministro degli Esteri Antonio Tajani – mentre definire demagogico questo taglio equivale a confondere la riduzione delle tasse con il reddito di cittadinanza“.

Sul fronte dei consumatori si registrano valutazioni divergenti circa l’impatto reale del provvedimento. Se Adusbef ricorda che l’Italia detiene il primato europeo con 709 vetture ogni mille abitanti su un totale di 41,7 milioni di auto e 7,9 milioni di moto circolanti, il Codacons evidenzia che l’azzeramento andrà a beneficio esclusivo dei proprietari di citycar, utilitarie e piccoli suv, lasciando inalterato il prelievo sui veicoli di potenza superiore. Nel medesimo testo normativo trovano spazio anche l’incremento di 288 milioni di euro per le borse di studio universitarie, lo stanziamento di 150 milioni per la fondazione Milano-Cortina e lo slittamento al primo dicembre per la tassa sui pacchi extra Ue.

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