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Politica

Centrosinistra, cresce il fronte del no alle primarie, ma il vero rischio arriva dopo il voto

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Angelo Bianco

Si fa sempre più spazio il fronte del no alle primarie all’interno della coalizione del centrosinistra. Le parole pronunciate nei giorni scorsi da Roberto Speranza hanno portato allo scoperto una verità piuttosto condivisa: la sfida potrebbe scegliere il candidato premier, lasciando però una parte degli elettori senza un riferimento alle successive elezioni politiche.

Centrosinistra, cresce il fronte del no alle primarie, ma il vero rischio arriva dopo il voto (Ansa Foto) – notizie.com

Il dubbio riguarda dunque cosa succederà all’indomani della scelta del possibile presidente del Consiglio per il centrosinistra. Una competizione tra Elly Schlein e Giuseppe Conte ad esempio, potrebbe mobilitare i sostenitori durante la campagna, ma la sconfitta di uno dei due leader potrebbe invece indebolire la partecipazione al voto dei rispettivi elettori.

Il timore di una coalizione divisa

In un’intervista al Corriere della Sera, Roberto Speranza ha definito le primarie “un errore politico” e un possibile “clamoroso autogol”. Come detto, l’ex ministro della Salute teme una campagna molto dura tra i leader dei due partiti maggiori e una successiva smobilitazione dell’elettorato sconfitto.

Il ragionamento però riguarda soprattutto il Movimento 5 Stelle, sostenuto da un pubblico meno legato alle appartenenze tradizionali. Lo stesso problema potrebbe riguardare alcune aree del Pd di fronte a una leadership affidata a Conte.

Le stesse perplessità riguardano anche Romano Prodi, Pier Luigi Bersani e Goffredo Bettini. Dario Franceschini invece, ha smentito di aver promosso manovre per fermare la consultazione.

Prima il programma oppure il leader?

Angelo Bonelli aveva già giudicato le primarie uno strumento poco adatto, chiedendo al campo largo di partire dal programma. La stessa impostazione emerge dell’ex sottosegretario Dem, oggi presidente di Centro Democratico, Bruno Tabacci.

Prima il programma oppure il leader? (Ansa Foto) – notizie.com

Tabacci ha definito la discussione “ridicola” ed ha parlato del rischio di trasformare il voto in una “ordalia”. A suo avviso, la coalizione dovrebbe raggiungere prima un’intesa sui temi centrali, specie la politica estera, poi trovare una persona capace di unificarla.

M5S e primatisti difendono il voto

Il Movimento 5 Stelle è invece a favore delle primarie. Stefaqno Patuanelli considera le primarie un momento di “grande coinvolgimento” e vede poche alternative plausibili.

Vittoria Baldino parla di “splendido esercizio di democrazia” legato a regole condivise, voto online e tempi sufficienti per consolidare la leadership vincente.

Sulla stessa linea c’è Arturo Parisi, convinto che la ricerca continua di un modo per evitare le primarie possa produrre danni alle elezioni.

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Angelo Bianco