Processo Maradona, perché la scelta di curarlo in casa è diventata centrale

La scelta di far trascorrere a Diego Armando Maradona la convalescenza in casa è tornata al centro del processo sulla sua morte. L’ultima udienza, celebrata ieri, martedì 11 agosto a Buenos Aires, ha aggiunto un elemento che potrebbe diventare terreno di scontro tra accusa e difese: per il medico legale Carlo Cassinelli, l’assistenza domiciliare fu una scelta sbagliata e diversi segnali clinici avrebbero indicato un peggioramento progressivo prima del decesso.

Processo Maradona, perché la scelta di curarlo in casa è diventata centrale (Ansa Foto) – notizie.com

Il procedimento in corso al Tribunale di San Isidro ha lo scopo di chiarire se il sistema sanitario organizzato attorno al campione dopo l’operazione al cervello, fosse stato adeguato alle sue condizioni di salute e quale peso abbiano avuto le condotte dei sette professionisti oggi alla sbarra.

La nuova perizia

Durante la testimonianza, Cassinelli ha raccontato di un edema alle gambe, dita gonfie, respiro corto, pressione elevate e frequenza cardiaca anomala. Il medico legale, componente della commissione che ha studiato il caso del campione, ha spiegato che questi segnali richiedevano una valutazione approfondita, mentre l’impostazione dell’assistenza sarebbe rimasta più o meno identica.

Il perito ha poi collocato il peggioramento progressivo della salute di Maradona alla dimissione dall’ospedale. Secondo la sua ricostruzione, il calciatore avrebbe sofferto per circa dodici ore prima di morire.

Dall’ospedale alla villa

Maradona era stato sottoposto a un intervento per un ematoma subdurale all’inizio di novembre 2020. La fase successiva venne organizzata in una villetta nella zona di Tigre, nella periferia di Buenos Aires.

Proprio questa sistemazione è al centro del processo. Giannina Maradona, ascoltata ad aprile, ha raccontato che le figlie avrebbero preferito trasferire il padre in una struttura, ma i medici le avrebbero rassicurate sul ricovero domiciliare.

Il medico Mario Schiter espresso davanti al Tribunale una posizione critica sulla gestione della convalescenza e sulla frequenza dei controlli.

I racconti dalla casa

Questa nuova testimonianza arriva dopo altre, da parte di persone che hanno visto Maradona nei giorni prima che morisse. Tra loro c’è la storica guardia del corpo Aníbal Martín Domínguez, che ha descritto un uomo gonfio, sempre più chiuso nella propria stanza e lontano dalle condizioni abituali. In Aula sono emersi anche messaggi nei quali Domínguez segnalava a Luque gonfiore al viso e all’addome.

C’è poi la testimonianza del massaggiatore Nicolás Taffarel, che sempre davanti al giudice ha descritto Maradona a letto per gran parte della giornata, con scarso appetito e gambe gonfie. Taffarel aveva chiesto un controllo medico più frequente e aveva ricevuto rassicurazioni dallo staff. Tutte queste testimonianze concordano tra loro.

Dal primo processo allo scandalo

Il percorso giudiziario per arrivare ad oggi è stato lungo e complicato. Il promo processo era partito a marzo 2025 ed è stato annullato in dibattimento dopo 20 udienze con 44 testimoni, a causa della vicenda che ha visto protagonista la giudice Julieta Makintach.

Dal primo processo allo scandalo (Ansa Foto) – notizie.com

Quest’ultima aveva preso parte alla preparazione di un documentario sulla vicenda di Maradona, con riprese non autorizzate effettuate in Aula. Questa vicenda ha costretto la giustizia argentina a ricominciare il procedimento. Il nuovo processo è cominciato il 14 aprile 2026 davanti ai giudici Alberto Ortolani, Alberto Gaig e Pablo Rolón. In dibattimento sono previste 127 udienze di altrettanti testimoni.

Chi è sotto processo

Gli imputati sono il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Ángel Díaz, Nancy Forlini, Mariano Perroni, Ricardo Omar Almirón e Pedro Pablo Di Spagna. Un’ottava professionista sanitaria segue un procedimento separato.

Tutti, a vario titolo, rischiano pene tra gli 8 e i 25 anni e respingono le accuse, attribuendo il decesso di Maradona a condizioni di salute già gravemente compromesse.