Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola: è il presunto mandante

Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Roma su richiesta della Procura capitolina ed è stata eseguita dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma.

Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola: è il presunto mandante (Ansa Foto) – notizie.com

La misura riguarda anche Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense ritenuto dagli inquirenti l’intermediario tra Lavitola e il gruppo che avrebbe materialmente organizzato e realizzato l’attacco. Tavares si troverebbe attualmente in Africa ed è destinatario di un mandato di arresto.

L’inchiesta ruota attorno all’attentato del 16 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, nella zona di Campo Ascolano, tra Pomezia e Torvajanica. L’esplosione distrusse le due automobili parcheggiate davanti alla casa e provocò danni al muro perimetrale dell’abitazione.

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L’arresto

Lavitola è stato arrestato nella mattinata di oggi, 10 agosto. L’ordinanza è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari di Roma nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Capitale.

Il nome dell’ex editore de L’Avanti! era già entrato nell’indagine nelle settimane precedenti. Il 4 luglio i carabinieri avevano effettuato una perquisizione nei suoi confronti, acquisendo anche dispositivi elettronici. Pochi giorni dopo, l’8 luglio, Lavitola era stato convocato in Procura.

In quell’occasione si era avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo però dichiarazioni spontanee. Aveva respinto ogni coinvolgimento nell’attentato e aveva sostenuto di non avere alcun rapporto con l’azione criminale.

La bomba sotto casa di Ranucci

L’attentato risale alla sera del 16 ottobre 2025. L’ordigno venne fatto esplodere davanti alla villetta di Ranucci a Pomezia. La deflagrazione colpì le automobili del giornalista e della figlia, provocando anche danni alla struttura esterna dell’abitazione.

La bomba sotto casa di Ranucci (Ansa Foto) – notizie.com

Le prime indagini avevano immediatamente evidenziato la gravità dell’azione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la potenza dell’esplosivo avrebbe potuto provocare conseguenze molto più gravi. Ranucci era già sottoposto a protezione dal 2021. Dopo l’attentato la sua scorta venne rafforzata.

Gli arresti dei 4 esecutori

Il primo passaggio decisivo dell’inchiesta è arrivato alla fine di giugno 2026, quando i carabinieri hanno arrestato quattro persone ritenute gli esecutori materiali dell’attentato.

Secondo la Procura, il gruppo avrebbe avuto ruoli distinti nella preparazione e nell’esecuzione dell’azione. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, la detenzione, il porto e l’utilizzo di un ordigno esplosivo, oltre a minaccia e danneggiamento.

Le contestazioni sono aggravate dal metodo mafioso. L’arresto dei quattro aveva aperto la strada alla ricerca del livello superiore dell’organizzazione. Gli investigatori hanno quindi analizzato intercettazioni, contatti, dispositivi elettronici e rapporti tra gli indagati, arrivando secondo l’ipotesi accusatoria a individuare il presunto mandante.

Il presunto ruolo di Tavares

Nel quadro ricostruito dalla Procura, Gomes Clesio Tavares avrebbe rappresentato il collegamento tra Lavitola e gli uomini incaricati di reperire l’esplosivo e realizzare l’attentato. La sua posizione era già emersa durante la fase investigativa precedente all’arresto di Lavitola.

Secondo gli elementi riportati da ANSA, gli investigatori ritengono che Lavitola avrebbe dato mandato a Tavares di individuare persone capaci di procurarsi dell’esplosivo e farlo esplodere davanti alla casa di Ranucci. Sempre secondo l’accusa, il 16 settembre 2025 Lavitola e Tavares avrebbero effettuato un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del giornalista, esattamente un mese prima dell’attentato.

Chi è Lavitola

Valter Lavitola è un imprenditore ed ex giornalista-editore. Per anni è stato alla guida de L’Avanti! quotidiano dell’area socialista, e ha avuto rapporti con ambienti politici e imprenditoriali italiani.

Il suo nome è comparso in diverse importanti vicende giudiziarie. Tra queste quella relativa ai rapporti con Gianpaolo Tarantini e alla tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.

Chi è Lavitola (Ansa Foto) – notizie.com

Nel 2012 Lavitola era stato arrestato dopo un periodo trascorso all’estero. La sua figura era inoltre emersa nell’inchiesta sui finanziamenti pubblici all’editoria e in vicende relative a rapporti e affari internazionali.

La difesa

Lavitola aveva già respinto pubblicamente le accuse. Dopo essere stato ascoltato dalla Procura nel luglio scorso, aveva dichiarato di non avere alcun legame con l’attentato e aveva definito Ranucci un amico. Aveva inoltre escluso qualsiasi responsabilità di Tavares, sostenendo che l’uomo fosse in Camerun per un progetto legato ai crediti di carbonio.

L’arresto disposto oggi modifica il quadro cautelare dell’inchiesta, ma lascia naturalmente aperto il confronto giudiziario sulle accuse formulate dalla Procura.

La solidarietà a Ranucci

L’esplosione di Pomezia aveva provocato una forte reazione nel mondo dell’informazione e delle istituzioni.

Ranucci aveva ricevuto numerosi messaggi di solidarietà. La gravità dell’attacco aveva inoltre riportato al centro del dibattito la sicurezza dei giornalisti impegnati nell’inchiesta e il rischio di intimidazioni nei confronti dell’informazione.

Per Lavitola si apre ora la fase giudiziaria davanti all’autorità competente. Saranno gli ulteriori accertamenti e il procedimento a stabilire la consistenza delle accuse e le eventuali responsabilità.