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Politica

“Niente schedature di massa né modelli cinesi”: l’intesa nel centrodestra sul riconoscimento facciale. L’ombra del precedente Ecams

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Francesco Ferrigno

Al momento, lo schema di decreto legislativo del governo è all’attenzione del Parlamento, tra le Commissioni di Camera e Senato. Eppure sta già scatenando polemiche a tutti i livelli, con il coinvolgimento anche della Commissione europea.

Oggetto del decreto è il riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia con l’impiego dell’Intelligenza artificiale. Tutto ruota attorno alla raccolta dei dati biometrici in spazi accessibili al pubblico.

“Niente schedature di massa né modelli cinesi”: l’intesa nel centrodestra sul riconoscimento facciale. L’ombra del precedente Ecams – Notizie.com

Nelle scorse ore l’Europa ha già parlato di una “pratica vietata dall’Ai Act”. Ovvero il Regolamento Ue sull’Intelligenza artificiale, primo codice di legge al mondo che controlla e disciplina l’uso dell’Ia. Il suo scopo principale è proteggere i diritti delle persone e la sicurezza, stabilendo regole chiare per chi crea o usa queste tecnologie in Europa.

Le opposizioni hanno organizzato un flash mob di protesta davanti a Palazzo Chigi. “Giorgia Meloni – ha attaccato la segretaria del Partito democratico Elly Schlein – costringe il Parlamento ad approvare una norma per raccogliere massivamente i dati biometrici dei cittadini a loro insaputa, e senza previa autorizzazione di un giudice. Una norma che si pone palesemente in contrasto con le norme europee”.

“Uno sviluppo e un’applicazione dell’Ia centrata sull’uomo e governata dall’uomo”

Dal governo hanno fatto sapere che si sta lavorando “per uno sviluppo e un’applicazione dell’Ia centrata sull’uomo e governata dall’uomo“. Nel frattempo, però, la maggioranza è corsa ai ripari. Il testo è approdato in Commissione alla Camera dopo il via libera della Commissione Politiche europee del Senato. Dopo un ulteriore rinvio del voto in Commissione Affari europei a Montecitorio, il centrodestra potrebbe aver trovato un accordo dopo i malumori di Forza Italia.

La necessità è quella di fornire maggiori garanzie in termini di dati, un giusto equilibrio tra sicurezza e tutela della riservatezza. L’autorizzazione all’uso dei sistemi di identificazione biometrica dovrebbe essere rilasciata dal giudice competente; la gestione dei dati deve essere accorta, proporzionata e realizzata dall’uomo e i risultati dell’autenticazione non devono poter avere autonoma efficacia probatoria seppur preziose ai fini della prova.

“Uno sviluppo e un’applicazione dell’Ia centrata sull’uomo e governata dall’uomo” – Notizie.com

Il parere è stato firmato da Paolo Emilio Russo di Fi e votato dalle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera: “Abbiamo migliorato il parere in senso garantista. Non ci saranno schedature di massa, grandi fratelli o modelli cinesi”. Una polemica simile si scatenò a Bruxelles nel settembre scorso, in occasione del varo del nuovo Centro Ecams per contrastare il traffico di migranti nel mar Mediterraneo.

L’Ecams riunisce il personale delle Agenzie europee Europol, Eurojust e Frontex per garantire un efficace coordinamento, sostenendo l’identificazione delle vittime della tratta e di altri individui vulnerabili. Europol potrà inviare personale nei Paesi europei, su loro esplicita richiesta, per fornire supporto analitico, operativo, tecnico e forense.

Ma l’introduzione dell’utilizzo dei dati biometrici (come impronte digitali e immagini facciali) per identificare e smantellare le reti criminali scatenò il dibattito nell’Europarlamento. Durante i negoziati, gli eurodeputati della Commissione Libe (Libertà civili) rimarcarono che il trattamento deve essere conforme alle vigenti norme Ue in materia di protezione dei dati, avvenire solo quando necessario, essere proporzionato e rispettare standard minimi di qualità.

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Francesco Ferrigno