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Un campione straordinario che ha indossato solo due maglie: il calcio in lutto per la scomparsa di Franco Baresi a 66 anni

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Francesco Ferrigno

“Il calcio italiano perde una delle sue leggende”, ha dichiarato il presidente della Figc Giovanni Malagò.

Ed è proprio così. Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale italiana, è scomparso oggi venerdì 31 luglio 2026 all’età di 66 anni. Le notizie in merito al peggioramento delle sue condizioni di salute erano circolate già due giorni fa.

Un campione straordinario che ha indossato solo due maglie: il calcio in lutto per la scomparsa di Franco Baresi a 66 anni (ANSA FOTO) – Notizie.com

In una nota la società rossonera ha sottolineato che il “Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno per sempre, come la maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del dna e del cammino di tutto il club”. Malagò ha invece parlato di “un campione straordinario che in tutta la sua carriera ha indossato solo due maglie, quella del Milan e quella azzurra”.

Una scelta romantica, che lo ha fatto entrare di diritto nel cuore dei tifosi e di milioni di italiani. – ha continuato il presidente federale Lo ricorderemo come merita in occasione delle prossime partite della nazionale, quella nazionale per la quale ha sempre dimostrato un attaccamento eccezionale diventandone uno dei simboli più gloriosi”.

Franco Baresi arrivò al Milan nel 1974 dopo essere stato scartato dall’Inter

Il Milan ha poi ricordato che Baresi aveva regalato al pubblico “solo pochi mesi fa l’ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica. Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano, e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre”.

Nato l’8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi perse entrambi i genitori quando era appena adolescente. Cresciuto nell’oratorio del suo paese, arrivò al Milan nel 1974 dopo essere stato scartato dall’Inter, la squadra per cui tifava da bambino e nella quale militava il fratello maggiore Giuseppe.

Franco Baresi arrivò al Milan nel 1974 dopo essere stato scartato dall’Inter (ANSA FOTO) – Notizie.com

Con il Milan esordì in Serie A nel 1978, lanciato da Nils Liedholm. Bastarono poche stagioni perché diventasse il punto di riferimento della squadra e, ad appena 22 anni, il capitano più giovane della storia rossonera. Da allora la fascia non lasciò più il suo braccio, accompagnando il club attraverso i momenti più difficili, dalle retrocessioni successive allo scandalo del Totonero fino alla rinascita firmata Silvio Berlusconi. Fu proprio con l’arrivo di Arrigo Sacchi che Baresi entrò definitivamente nella leggenda.

Libero moderno, interprete perfetto della difesa a zona e del fuorigioco, guidò una linea arretrata diventata modello per intere generazioni di allenatori e calciatori. Più che un marcatore era un regista della difesa: anticipava il gioco, leggeva le situazioni con un secondo di vantaggio, comandava i movimenti dei compagni con poche parole e molti sguardi.

Conclusa la carriera nel 1997, il Milan ritirò immediatamente la maglia numero 6

Con il Milan disputò 719 partite ufficiali, vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, tre Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali, diventando il simbolo di una delle squadre più forti di sempre insieme a Gullit, Van Basten, Rijkaard, Maldini e Costacurta. In Nazionale collezionò 81 presenze. Convocato da Enzo Bearzot al Mondiale del 1982, contribuì alla spedizione conclusa con il trionfo in Spagna, pur senza scendere in campo.

Diventò poi il leader della difesa azzurra fino alla finale dei Mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Rientrato dopo un infortunio lampo per giocare la sfida decisiva contro il Brasile, disputò una prestazione memorabile nonostante le condizioni fisiche precarie. Rimase però l’immagine del suo rigore alto nella serie finale e delle lacrime inconsolabili dopo la sconfitta.

Conclusa la carriera nel 1997, il Milan ritirò immediatamente la maglia numero 6, un onore riservato ai simboli assoluti del club. Dopo una breve esperienza al Fulham come direttore tecnico, tornò definitivamente in rossonero, ricoprendo diversi incarichi dirigenziali e mantenendo sempre un ruolo di riferimento per il settore giovanile e per l’intera società.

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Francesco Ferrigno