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Economia

Olio, stop alla miscelazione: addio all’inganno sull’extravergine

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Angelo Bianco

Il Ministero dell’Agricoltura accoglie le istanze di Coldiretti: l’olio ottenuto dall’unione di diverse categorie perde l’etichetta di pregio. “Una vittoria per la trasparenza”.

Una nuova direttiva ministeriale riscrive le regole nel settore olivicolo. La circolare numero 347821 del 16 luglio ha segnato una svolta per tutta la filiera, vietando la vendita come “Olio extravergine di oliva” di miscele contenenti oli di categoria inferiore.

Olio, stop alla miscelazione: addio all’inganno sull’extravergine – notizie.com

La disposizione recepisce le richieste sollevate da Coldiretti, che da tempo denuncia pratiche in grado di confondere il mercato e danneggiare il lavoro degli olivicoltori.

Trasparenza in etichetta: la fine di una pratica ingannevole

Fino ad oggi la legge aveva permesso di miscelare oli vergini con quote di extravergine, mantenendo formalmente i parametri chimici necessari, ma annullando l’efficacia del Panel Test sensoriale. Questo sistema svuotava di significato la classificazione di pregio, inducendo le persone all’acquisto di prodotti diversi da quanto dichiarato.

Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana, commenta con soddisfazione il risultato: “Una miscela di olio vergine e extravergine perde il diritto di chiamarsi extravergine. La pratica ha alimentato il commercio di prodotti di bassa qualità che, una volta giunti in Italia, venivano rivenduti come eccellenza locale. Il risultato premia l’impegno di migliaia di agricoltori scesi in piazza per difendere il reddito aziendale e la salute dei consumatori”.

Verso controlli sempre più serrati

Il provvedimento prevede che l’olio già confezionato resti in commercio fino all’esaurimento delle scorte, mentre per lo sfuso scatta l’obbligo di riclassificazione come “olio di oliva vergine” entro trenta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La sfida però continua. Per Coldiretti, questo passaggio ne chiama altri. Secondo i coltivatori è necessario rafforzare il sistema di vigilanza tramite tecnologie analitiche all’avanguardia. Risonanza magnetica, mappatura isotopica e genetica devono diventare strumenti pronti all’uso in sede giudiziaria per accertare l’origine del prodotto e bloccare chi paga i produttori cifre inferiori ai costi di produzione.

Verso controlli sempre più serrati – notizie.com

Il settore olivicolo vive un momento di estrema delicatezza. Nell’ultimo anno, il prezzo alla produzione del prodotto extravergine ha subito un calo del 50%, a fronte di spese per le aziende cresciute di oltre 200 euro per ettaro. Il fenomeno dell’abbandono degli alberi colpisce duramente anche la Toscana, con circa 4 milioni di piante a rischio. L’Italia sconta un forte squilibrio tra produzione interna e consumi, rendendo necessario un intervento deciso per fermare la vendita di oli esteri che sfruttano impropriamente il richiamo all’italianità. La tutela dell’eccellenza resta la priorità assoluta.

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Angelo Bianco