La maggioranza ha votato a favore, mentre le opposizioni si sono astenute concordando con il con il principio della legge, ma rilevandone diverse criticità. Il Movimento 5 Stelle si è invece schierato per il no insieme a Futuro Nazionale.
La Camera dei Deputati ha dato il via libera al ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti o alcoldipendenti. Con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astenuti, il provvedimento, già approvato in Senato, è legge.
Questa nuova legge punta a cambiare il modo in cui il sistema penale si rapporto con le dipendenze. Permette a tossicodipendenti e alcoldipenti condannati a una pena non superiore a otto anni, di beneficiare della detenzione domiciliare, a patto di seguire un programma di recupero.
Il provvedimento, fortemente voluto dal Guardasigilli Carlo Nordio, parte dal presupposto che una modalità differente di pena per questi detenuti, si sposi meglio con l’esigenza di cura.
La legge inserisce nel Testo unico sulle leggi in materia di stupefacenti, la “detenzione domiciliare in casi particolari”. Come anticipato, per beneficiarne, il detenuto deve aderire a un programma terapeutico socio-riabilitativo residenziale o semiresidenziale. La misura si applica a chi ha una condanna detentiva, anche se riguarda solo una parte residua della pena o se è congiunta a una pena pecunaria, non superiore a otto anni.
“Con un recupero verificato viene eliminata la molla che spinga una fascia di persone a tornare a delinquere”, ha commentato in una nota la premier Giorgia Meloni. Con la legge sulla detenzione domiciliare dei tossicidipententi o alcoldipendenti poi, la popolazione delle carceri “verrà alleggerita dalla presenza di chi sceglierà il percorso in comunità”.
Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, questo provvedimento è “epocale”, destinato a persone “che noi avviamo sempre considerato dei malati da curare piuttosto che criminali da punire”.
Durante il question time a Montecitorio, Nordio ha spiegato che questa legge “coniuga la certezza della pena con il recupero del detenuto”. Le stime indicano che almeno 10mila persone lasceranno le carceri italiane per recarsi in strutture di cura, riducendo così il sovraffollamento.
Un disegno questo, che si affianca al piano carceri: “Nei giorni scorsi abbiamo inaugurato un padiglione modello per il 41bis nel Cagliaritano ed il commissario dell’edilizia carceraria sta portando avanti la costruzione di edifici per 10mila detenuti. Questo, insieme all’altro provvedimento contribuirà a una deflazione della popolazione carceraria”.
Questa legge è “una riforma storica” per il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, che ne mette in evidenza i due obiettivi: da un lato “decongestionare gli istituti dal sovraffollamento”, dall’altro “recuperare persone con condizione accertata di tossicodipendenza o alcol dipendenza che sono oltre un quarto dei detenuti totali”.
La maggioranza ha votato a favore, mentre le opposizioni si sono astenute concordando con il con il principio della legge, ma rilevandone diverse criticità. Il Movimento 5 Stelle si è invece schierato per il no insieme a Futuro Nazionale.