La notte dei desideri e dell’ansia è arrivata per 527.747 studenti italiani. Domani, giovedì 18 giugno, comincerà il tanto atteso (e temuto) esame di Maturità. La prima novità è proprio il nome: non si chiama più, infatti, esame di Stato. Cambia anche la definizione dei percorsi trasversali, ora identificati come Formazione scuola-lavoro.
Le statistiche registrano un aumento degli studenti dello 0,6% rispetto allo scorso anno scolastico, con un aumento di ragazzi che frequentano i licei. Le prove d’esame cominceranno alle 8.30 e come sempre, ad aprire le danze sarà quella di italiano, universale in tutti gli indirizzi di studio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito proporrà sette tracce totali, articolate in tre tipologie strutturali: A (analisi del testo), B (testo argomentativo) e C (tema di attualità).
Venerdì 19 giugno sarà invece il giorno della seconda prova scritta, incentrata sulle materie caratterizzanti i singoli percorsi (latino al classico, matematica allo scientifico ecc). La settimana successiva sarà poi quella degli orali, organizzati secondo le estrazioni delle commissioni d’esame.
La vera rivoluzione di quest’anno (nome a parte) riguarda la prova orale. Il colloquio si concentrerà su quattro discipline e durerà tra i 40 e i 60 minuti. Le prime due materie sono quelle degli scritti e le altre due possono variare e verranno scelte annualmente dal Ministero (quest’anno sono storia e matematica al Classico e storia e scienze naturali allo Scientifico).
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Il colloquio comincerà con una riflessione personale dello studente sul suo percorso scolastico e di crescita. La commissione dovrà consultare e usare il curriculum dello studente, cioè uno strumento digitale che racchiude tutto il suo percorso formativo e personale.
Dopo i casi di scena muta che si sono verificati l’anno passato, il ministro Valditara ha deciso che quest’anno la Maturità sarà ritenuta valido solo se il candidato svolgerà regolarmente tutte le prove previste, incluso l’orale.
Il sistema dei punteggi da 60 a 100 resta basato sulla combinazione di crediti del triennio (fino a 40 punti) e prove d’esame (fino a 60 punti divisi in 20 per il primo scritto, 20 per il secondo e 20 per l’orale).
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Come ricorda Skuola.net, l’asticella per raggiungere l’eccellenza è stata alzata. Per i punti Bonus si passa infatti da un massimo di 5 a un massimo di 3. Per il requisito minino per il Bonus è necessario aver raggiunto un punteggio pre-bonus di almeno 90 punti. La commissione d’esame potrà sempre decidere se aggiungere al 100 anche la lode.
Nel conteggio dei crediti si terrà conto della partecipazione alla Formazione scuola-lavoro. Chi sarà ammesso con la sufficienza minima in comportamento, all’orale dovrà presentare un elaborato critico in tema di cittadinanza attiva e solidale.
“Forza ragazzi. Affrontate l’esame di Maturità senza paura. Pensate a un esame che vi valorizza e che vuole esaltare la vostra crescita personale. Tirate fuori i vostri talenti: ognuno di voi ne ha di meravigliosi. Dimostrate di poter prendere dalle discipline quello che ha contribuito a far crescere la vostra persona. Non abbiamo bisogno di persone perfette, ma di chi sa ragionare su ciò che si è appreso e anche sui propri errori. Farete molto, evidenziate il vostro valore”. Così, sui social, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
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