Il presidente Donald Trump si sta dirigendo verso le Alpi francesi per incontrare gli altri leader mondiali al vertice del G7 dopo aver annunciato l’accordo che porrà fine alla guerra degli Stati Uniti con l’Iran.
Sia Washington sia Teheran avevano sottolineato i progressi verso il raggiungimento di un accordo, ma l’incertezza ha regnato a causa di una nuova serie attacchi incrociati tra Israele e i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, in Libano. 
Trump dovrebbe arrivare a Evian-les-Bains nelle prossime ore per incontrare alcuni leader del G7 che hanno criticato aspramente la sua gestione del conflitto, durato circa quindici settimane e che ha portato a un’impennata dei prezzi globali dell’energia. Il conflitto, secondo gli ultimi sondaggi, ha destabilizzato il tycoon anche internamente sia con il suo elettorato sia con gli alleati politici.
“Navi del mondo, accendete i motori, che il petrolio scorra”, ha scritto Trump in un post sui social media per celebrare l’accordo che, a suo dire, avrebbe portato gli Stati Uniti a porre fine al blocco dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio greggio mondiale prima del conflitto. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha però specificato che la chiusura dello Stretto da parte dell’Iran continuerà fino alla firma ufficiale dell’accordo.
Al via discussioni preliminari per gettare le basi di sessanta giorni di colloqui tecnici
Né la Casa Bianca né l’Iran hanno pubblicato l’accordo finale né rivelato molti dettagli. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il cui Paese ha svolto il ruolo di mediatore nei negoziati, ha dichiarato che questa settimana si terranno “discussioni preliminari” per gettare le basi di sessanta giorni di colloqui tecnici sul programma nucleare iraniano.
Tornando al G7, Trump nelle ultime settimane ha avuto attriti con il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni. Il tycoon ha criticato i quattro leader europei, tutti membri dell’alleanza militare Nato, per il loro mancato sostegno agli Stati Uniti nel conflitto. 
Gran Bretagna e Francia hanno espresso interesse a fornire assistenza nello sminamento una volta cessato il conflitto. Il timore della presenza di potenziali mine è tra le ragioni per cui il traffico di petroliere si è interrotto durante la guerra, e la loro rapida bonifica sarà fondamentale per riconquistare la fiducia delle navi mercantili. Macron ha invitato i leader di tre nazioni non appartenenti al G7, Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, a partecipare a una sessione sul Medio Oriente.
“L’obiettivo sarà valutare le implicazioni di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura a lungo termine dello Stretto di Hormuz e, naturalmente, raggiungere un accordo sui programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran“, ha dichiarato Macron. Trump aveva criticato aspramente l’ex presidente Barack Obama per l’accordo sul nucleare del 2015, che a suo dire non era riuscito a impedire a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare e aveva invece dirottato miliardi di dollari nelle casse della Repubblica islamica.
La premier Meloni: “Siamo pronti a contribuire a una presenza navale internazionale”
Nel 2018, Trump si è ritirato dall’accordo, noto come Piano d’azione congiunto globale (Jcpoa). Anche Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania, Russia e Unione europea erano firmatarie del patto. Trump non ha specificato come il suo accordo affronterà alcune questioni chiave relative al programma nucleare iraniano, tra cui chi sarà responsabile della verifica del rispetto dell’accordo da parte dell’Iran e chi distruggerà o rimuoverà i 441 chilogrammi di uranio altamente arricchito che si ritiene siano sepolti sotto siti nucleari gravemente danneggiati dagli attacchi statunitensi della scorsa estate.
“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta: l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo.
I principi sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz. È necessario, infine, che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese“.





