Domenica 7 e lunedì 8 giugno 2026 si terranno i ballottaggi delle elezioni amministrative in 41 Comuni sopra i 15mila abitanti, 6 dei quali sono capoluoghi, ovvero Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani.
Tra poche ore verrà testata la capacità dei candidati di allargare il consenso oltre le coalizioni tradizionali, attingendo da civici, centristi e da quell’elettorato più nettamente schierato a destra o a sinistra. Tra i non capoluoghi occhi puntati su Vigevano. Qui al primo turno era presente la lista Vigevano Futura, derivante dal nuovo partito Futuro Nazionale dell’ex generale Roberto Vannacci. 
Il 24 e 25 maggio i vannacciani sono andati vicini al 14% e ciò che accadrà al ballottaggio, oltre che essere un banco di prova a livello nazionale, costituirà l’ago della bilancia nella sfida tra i due aspiranti sindaci, una supportata dai progressisti, l’altro da Forza Italia e da una lista civica.
Ad Agrigento si sfideranno Michele Sodano del centrosinistra e Dino Alonge (Fi-Fdi-Udc e autonomisti). Il primo ha mancato la vittoria secca per poco, fermandosi al 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. A fare la differenza potrebbero essere gli elettori del terzo candidato in ordine decrescente: Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Dc, aveva ottenuto il 14% delle preferenze. Gentile ha escluso apparentamenti e stanno imperversando polemiche su un centrodestra che si è spaccato al primo turno.
Anche Arezzo e Chieti al ballottaggio
Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, la contesa sarà tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Quest’ultimo è indietro di 11,45 punti rispetto allo sfidante e pesa l’incognita dei voti centristi in uscita. Il civico Marco Donati sostenuto anche da Azione aveva raccolto oltre il 20% dei voti al primo turno, ma, per il ballottaggio non ha voluto dare indicazioni di voto.
A Chieti, dopo una consiliatura di centrosinistra, vanno al ballottaggio Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega (27,47%). Al primo turno il centrodestra è andato diviso, al secondo c’è stato l’apparentamento: Sicari ha trovato un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. 
Il candidato di centrodestra ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone (4,76%). A Lecco il ballottaggio sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Il movimento civico dell’aspirante sindaco è arrivato terzo con il 5,19% dei voti ha deciso di lasciare libertà di voto, come puro Patto per il Nord (1,74%). A Macerata il ballottaggio è scattato per un soffio: il sindaco uscente Sandro Parcaroli, espressione del centrodestra, è in testa con il 49,96% delle preferenze.
Indietro lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,95%). Quest’ultimo, dal 26 maggio in poi, ha lavorato molto sulle intese puntando in particolare sul voto dei cattolici e raggiungendo un accordo con Marco Sigona, il candidato che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee. A Trani, dopo due mandati targati Pd, si sfideranno Marco Galiano (40,69%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5s, e Angelo Guarriello (30,32%) per il centrodestra. Anche in questo caso nessun apparentamento fatto.





