“Quando sono andato io il sangue c’era, e allora lui non se n’è reso conto ma senza accorgersene ha evitato le macchie”.
È questa l’intercettazione ambientale, captata dalle microspie dei carabinieri nell’abitacolo dell’auto di Andrea Sempio, che la Procura della Repubblica di Pavia indica come uno degli elementi della colpevolezza del 38enne. 
Sempio è al momento indagato per l’omicidio volontario di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Per gli inquirenti e gli investigatori è stato lui, e non l’allora fidanzato di Chiara Alberto Stasi ad uccidere la 26enne dopo che lei aveva rifiutato un suo approccio sessuale. La matassa, però, anche ad indagini chiuse, sembra ancora ben lontana dall’essere sbrogliata.
Nella serata di ieri Gianluigi Nuzzi, nel corso della trasmissione Quarto Grado, su Rete4, ha letto un testo che riportava alcune dichiarazioni di Sempio a commento del fatto che potrebbe essere arrestato per il delitto di Chiara Poggi. “Spero che ciò non accada perché io, questo fatto atroce, non l’ho commesso. – avrebbe detto Sempio – È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia”.
Il quadro accusatorio composto dai pm pavesi coordinati da Fabio Napoleone
Ora dopo ora, si comprende sempre meglio il quadro accusatorio composto dai pm pavesi coordinati da Fabio Napoleone. Ci sono i diari di Sempio, sequestrati, che racconterebbe di una persona violenta con sogni incentrati su stupri e accoltellamenti. In 309 pagine i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno descritto una persona controllata e rigida, se non per un “ghigno” che gli apparirebbe di fronte a domande sulla morte di Chiara Poggi.
L’ipotesi è che dopo averla uccisa sia andato a pulirsi a casa della nonna. Ci sono intercettazioni che secondo la Procura di Pavia incastrerebbero Andrea Sempio. Il 14 aprile e il 12 maggio 2025 era in auto mentre ascoltava alcuni podcast su Garlasco. In un soliloquio pare dire di aver visto i vide” intimi di Chiara e Alberto, forse su un cellulare o scaricati da una penna usb, ritenuti il fattore scatenante del movente sessuale.
@notizie.com_official I legali di Andrea Sempio stanno lavorando per recuperare il podcast che il 38enne stava ascoltando in auto quando una microspia dei carabinieri registrò alcune frasi ritenute cruciali dalla Procura di Pavia.
Pochi minuti più tardi, un’altra captazione in cui Sempio afferma: “Sono sicuro che qua ascoltano”. Il che rende complessa l’ipotesi della confessione in diretta. La madre di Sempio, Daniela Ferrari, si dispera intercettata da una cimice a ottobre 2025: “È colpa mia, gli ho detto di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all’Andrea”.
Nei diari, invece, Andrea Sempio racconta la sua esistenza e ammette “di averne passate tante” e di avere “fatto cose brutte“. I manoscritti vanno dal 2018 fino a poco prima della perquisizione del 14 maggio 2025. Nei suoi racconti, comunque, Sempio scrive di aspetti poco piacevoli della sua vita. Ammette di essere stato bullizzato, delle proprie difficoltà con le donne e in generale ad integrarsi.
Le carte hanno scatenato nuove polemiche con i Poggi, familiari della vittima. In una nota hanno attaccato direttamente gli investigatori, quelli di Milano in particolare, ma anche la Procura di Pavia che ha coordinato le indagini. Giuseppe Poggi, Rita Preda e il figlio Marco, tramite i loro legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, premettono di non voler entrare nel dibattito del circo mediatico: “Non crediamo in alcun modo al coinvolgimento di Andrea Sempio“.





