“Agli alleati si dice di no”: Giorgia Meloni sfida gli Stati Uniti sulla guerra in Iran e blinda il governo alla Camera

“Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d’accordo”. Le parole della premier Giorgia Meloni sono risuonate questa mattina nell’Aula della Camera, nel corso dell’informativa urgente sull’azione del governo.

Tre le tematiche principali emerse nel lungo intervento della presidente del Consiglio: la guerra scatenata in Medio Oriente da Stati Uniti ed Israele contro l’Iran; la questione dell’energia; il post referendum sulla giustizia.

Giorgia Meloni alla Camera
“Agli alleati si dice di no”: Giorgia Meloni sfida gli Stati Uniti sulla guerra in Iran e blinda il governo alla Camera (ANSA FOTO) – Notizie.com

Meloni è partita proprio dal conflitto in Medio Oriente, sottolineando che la guerra in Iran è stata un’operazione “che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato”. Lo stesso sarebbe accaduto sui dazi, nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan, sulla Groenlandia e sull’Ucraina. “Un dato che è emerso nella sua concretezza – ha chiarito la premier – con la vicenda di Sigonella, nella quale l’Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa”.

Meloni era finita sotto accusa per la presunta “subalternità” al presidente statunitense Donald Trump: “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa ottant’anni a questa parte”. La posizione italiana nella crisi iraniana, insomma, sarebbe “la stessa dei principali Paesi europei”.

Meloni: “Hormuz, conseguenze economiche imponderabili”

La presidente si è quindi rivolta direttamente alle opposizioni: “Quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intende davvero l’Europa o si intende piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa? Perché temo che le due cose non stanno insieme”. Le istituzioni europee sono quindi chiamate ad adeguare le proprie strategie “a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici”.

Crisi iraniana significa anche crisi dell’energia, con la chiusura dello Stretto di Hormuz, dove transita un quinto del petrolio mondiale, utilizzata come rappresaglia da Teheran. “Se l’Iran esercita la sua facoltà di applicare extradazi ai transiti nello Stretto di Hormuz, le conseguenze economiche sarebbero imponderabili. – ha sottolineato Meloni – È interesse prioritario che la libertà di navigazione venga ripristinata pienamente alle condizioni pre 28 febbraio”.

@notizie.com_official

🔴 Conflitto in Medio Oriente: il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che “un’intera civiltà morirà stanotte”, aggiungendo che l’Iran ha comunque ancora tempo per trovare un accordo prima della scadenza fissata per le ore 20 di Washington, le 2 in Italia. #Trump #Usa #Iran #MedioOriente #Guerra

♬ audio originale – Notizie.com

Poi, la questione politica. La battuta d’arresto del governo sul referendum della giustizia ha provocato un mini-terremoto che ha portato finanche alle dimissioni del Ministro del Turismo Daniela Santanchè. “Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto. – ha detto la premier – Perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”.

L’esecutivo, insomma, va avanti. E continuerà a lavorare affinché il cantiere della riforma sulla giustizia non venga abbandonato. Il tutto “a favore di una magistratura libera dai condizionamenti politici e ideologici perché i problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione”.