“Un’intera civiltà morirà stanotte”: l’agghiacciante minaccia di Donald Trump all’Iran. A che ora scade l’ultimatum a Teheran

Conflitto in Medio Oriente: il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che “un’intera civiltà morirà stanotte”, aggiungendo che l’Iran ha comunque ancora tempo per trovare un accordo prima della scadenza fissata per le ore 20 di Washington, le 2 in Italia.

Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. – ha scritto sui propri profili social il tycoonNon voglio che accada, ma probabilmente accadrà”. Il vicepresidente degli Stati Uniti Jd Vance si è detto “fiducioso” che l’Iran risponderà alle richieste statunitensi entro la scadenza serale.

Il presidente Usa Donald Trump
“Un’intera civiltà morirà stanotte”: l’agghiacciante minaccia di Donald Trump all’Iran. A che ora scade l’ultimatum a Teheran (ANSA FOTO) – Notizie.com

Il capo della Casa bianca ha lanciato la sua ultima minaccia a circa 12 ore dalla scadenza fissata per l’accordo che deve includere la riapertura dello Stretto di Hormuz, dove transita un quinto del petrolio mondiale. L’Iran ha già respinto una proposta di cessate il fuoco di 45 giorni e ha affermato di volere la fine definitiva della guerra.

Trump ha affermato di non essere per niente preoccupato di commettere possibili crimini di guerra, minacciando nuovamente di distruggere le infrastrutture iraniane se Teheran non rispetterà la scadenza per la riapertura di Hormuz. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha avvertito gli Stati Uniti che attaccare le infrastrutture civili è vietato dal diritto internazionale.

Iran, Trump ha anche minacciato di schierare truppe di terra

Secondo Vance gli Stati Uniti hanno già sconfitto militarmente l’Iran e Teheran starebbe ora “cercando di infliggere al mondo il maggior danno economico possibile” mantenendo chiuso lo Stretto. Gli Stati Uniti, ha detto, “hanno la capacità di imporre all’Iran un costo economico molto maggiore di quanto l’Iran possa imporre a noi o ai nostri amici nel mondo”.

Trump ha anche minacciato di schierare truppe di terra per impadronirsi delle infrastrutture petrolifere critiche, ma secondo gli esperti una simile operazione costerebbe la vita a molti militari statunitensi e non sarebbe una mossa decisiva per porre fine alla guerra. Gli Stati Uniti, all’inizio della guerra, avevano colpito diversi obiettivi tra cui difese aeree, una stazione radar, un aeroporto e una base per hovercraft.

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🔴 Mentre il Medio Oriente attraversa una delle fasi più buie della sua storia recente, due notizie scuotono profondamente la comunità internazionale, evidenziando una crisi dei diritti umani senza precedenti tra Iran e Israele. Le denunce che arrivano in queste ore descrivono uno scenario dove le garanzie legali e la protezione dell’infanzia sembrano svanire sotto la pressione del conflitto. #MedioOriente #Guerra #Iran #Israele #Conflitto

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Da quando la guerra ha bloccato il traffico aereo iraniano, treni, autobus e taxi a noleggio hanno trasportato migliaia di iraniani verso il confine turco, mettendo in salvo coloro che hanno scelto di attendere la fine della guerra all’estero. “Attaccando le infrastrutture, non verrà distrutta la Repubblica Islamica, ma solo noi“, ha detto una residente all’Associated Press.

Molti oppositori del governo iraniano speravano che un attacco statunitense-israeliano, minacciato di recente, avrebbe rapidamente rovesciato il regime. Teheran, intanto, sta continuando a giustiziare prigionieri politici.

Rajavi (Cnri): “Le vite ingiustamente spezzate non metteranno a tacere il dissenso”

Nelle scorse ore Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati nel carcere di Ghezel Hesar a Karaj. SI tratta di due membri dell’Organizzazione dei mojahedin del popolo iraniano (Pmoi). Vahid Bani Amerian era un comandante delle Unità di resistenza, Abolhassan Montazer, un ex prigioniero politico sotto lo Scià, che aveva trascorso quasi undici anni in prigione dopo gli anni ’80.

Queste vite ingiustamente spezzate non metteranno a tacere il dissenso. – ha detto Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri) – Al contrario, acuiscono l’indignazione pubblica e rafforzano la determinazione dei combattenti per la libertà, amplificando sia la rabbia che la risolutezza di fronte alla repressione. Ancora una volta, chiedo una sessione speciale delle Nazioni Unite per affrontare le continue esecuzioni di prigionieri politici in Iran e per adottare misure immediate e concrete per contribuire a prevenire ulteriori perdite di vite umane”.