“La Resistenza iraniana chiede un intervento urgente da parte delle Nazioni Unite al fine di accertare le condizioni dei prigionieri politici detenuti”.
A parlare, in esclusiva per Notizie.com, è Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri). L’Iran, attaccato e sotto i bombardamenti di Stati Uniti e Israele, sta quindi portando avanti in maniera feroce la repressione interna per soffocare i tentativi di ribellione. 
Secondo quanto comunicato dal Cnri, nei giorni scorsi le guardie antisommossa del carcere di Ghezel Hesar hanno fatto irruzione nel Blocco 4, dove sono detenuti i prigionieri politici, e hanno trasferito tutti i ventidue detenuti in un luogo sconosciuto. Successivamente, altri quattro membri dell’Organizzazione dei mojahedin del popolo iraniano (Pmoi) Mohammad Taghavi, Akbar Daneshvarkar, Babak Alipour e Pouya Ghobadi sono stati giustiziati.
Non si hanno informazioni sui restanti prigionieri, tra cui Vahid Bani-Amerian e Abolhassan Montazer, coimputati dei quattro membri del Pmoi già giustiziati. Amnesty International ha dichiarato: “Crescono i timori per la sorte di Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer, condannati in un processo gravemente iniquo e viziato da torture. Le autorità si sono rifiutate di fornire qualsiasi informazione sul loro destino e sulla loro ubicazione”.
Alipour e Ghobadi sono stati giustiziati dal regime al potere in Iran
L’ex ostaggio francese Olivier Grondeau, che ha trascorso 900 giorni nelle prigioni iraniane e ha incontrato Vahid in carcer, ha pubblicato un videomessaggio. “Caro governo criminale, per favore imparate cos’è l’umanità. L’esecuzione è un atto disumano. – ha detto Grondeau – Vi stiamo tutti osservando. Fermate i vostri crimini. Vita per Vahid. Vita per tutti coloro che sono stati condannati a morte”.
Alipour e Ghobadi sono stati giustiziati dal regime al potere in Iran dopo essere stati condannati nella prigione di Ghezel Hesar. Babak, 34 anni, avvocato, era stato arrestato nel gennaio 2024 per la sua affiliazione all’Organizzazione dei mojahedin e aveva trascorso quattro anni in prigione. Ghobadi, 33 anni, ingegnere elettrico, era stato arrestato nel marzo 2024.
@notizie.com_official 🔴 Le Forze di difesa israeliane hanno confermato di aver attaccato un impianto di produzione di yellowcake vicino alla città centrale iraniana di Yazd, nel centro del Paese, affermando che l’azione rientra negli sforzi in corso contro il programma nucleare dell’Iran. L’esercito ha descritto il sito come una “struttura di estrazione dell’uranio”. #Iran #Usa #Israele #StatiUniti #Guerra
Nel dicembre 2024 era stato condannato a morte dal giudice penale Iman Afshari, capo della Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, con l’accusa di “appartenenza all’Organizzazione dei mojahedin del popolo iraniano“, dopo mesi di interrogatori e torture. La magistratura del regime ha annunciato che i due erano “nemici interni che hanno partecipato a molteplici operazioni terroristiche a Teheran”.
I due avrebbero utilizzato lanciagranate attaccando centri sensibili e luoghi pubblici, tra cui l’ingresso del Ministero dell’Intelligence. La magistratura del regime ha formulato le accuse contro di loro definendoli “ribelli”.
“Lo spargimento di sangue ingiustificato non resterà impunito”
Maryam Rajavi ha dichiarato che “la brutale esecuzione dei fieri membri dell’Organizzazione dei mojahedin dimostra la paura e la disperazione del regime di fronte alle masse inferocite e al loro sostegno e accoglienza nei confronti delle Unità di Resistenza e dell’Esercito di Liberazione.
Queste esecuzioni, avvenute nel contesto di una guerra, rappresentano una chiara ammissione da parte dei mullah al potere che il principale nemico del regime è il popolo iraniano e la Resistenza. Lo spargimento di sangue ingiustificato non resterà impunito per i giovani ribelli e i combattenti per la libertà, e contribuirà a cancellare per sempre la vergognosa storia di questo regime disumano“.





