Così l’Italia si è scoperta fragile di fronte ai santoni del web: è allarme sociale dopo i casi di Gibilmanna e Apecchio

Il santone-guru nei boschi delle Madonie, a Gibilmanna, non lontano da Palermo. Una presunta setta ad Apecchio, in Umbria, tra corsi di alchimia, maestri e sciamani.

Nel primo caso si parla di maltrattamenti a minori ed un fiume di donazioni sospette, su cui sono al lavoro i magistrati della Procura di Termini Imerese. Per la setta di Apecchio, invece, i pm di Perugia ipotizzano truffa, minacce ed abusi sessuali.

Il santone Mark Ravikiran Koppikar
Così l’Italia si è scoperta fragile di fronte ai santoni del web: è allarme sociale dopo i casi di Gibilmanna e Apecchio (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Ma cosa sta accadendo nel nostro Paese? C’è davvero un allarme sociale alimentato da un sottobosco di sedicenti santoni e alchimisti? Per fare chiarezza è necessario fare un passo indietro partendo dal caso dei boschi delle Madonie. I fari sulla “comunità” che viveva qui si erano accesi nei giorni scorsi, quando la Procura dei Minori aveva deciso di allontanare dalle famiglie due bambini di 11 e 7 anni.

Le famiglie erano seguaci del santone Mark Ravikiran Koppikar, 47enne indo-tedesco che, stando alle indagini, predicava pace e povertà ma aveva la passione delle auto e degli abiti di lusso e viveva in una villa con tutti i comfort. I piccoli allontanati dalle famiglie vivevano in precarie condizioni igieniche e sarebbero stati costretti a fare le ronde di notte attorno al casolare fatiscente in cui abitavano.

La polizia è tornata tra i boschi bloccando Ravikiran Koppikar

Per i servizi sociali i bambini non erano stati vaccinati, non frequentavano la scuola e a stento erano in grado di contare fino a venti. Dopo il primo intervento, insomma, la polizia è tornata tra i boschi bloccando Ravikiran Koppikar con l’accusa di maltrattamenti a minori: il santone era pronto a tagliare la corda. Ad aprire il vaso di Pandora è stato il nonno di uno dei ragazzini, un albergatore della zona, che ha portato all’apertura dell’indagine.

Mark Ravikiran Koppikar sarebbe arrivato in Sicilia nel 2017 per promuovere il Satsang, l’incontro di persone alla ricerca della propria vera natura. Laureato in psicologia, i suoi guadagni deriverebbero da donazioni di persone conosciute in rete, specie sui social media. Nella comunità gli adepti sono tedeschi e inglesi, e tra loro c’è anche una siciliana, madre di uno dei bambini maltrattati. Il casolare in cui gli adepti vivevano era della famiglia della donna.

La polizia tra i boschi
La polizia è tornata tra i boschi bloccando Ravikiran Koppikar (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Proprio suo padre ha denunciato le manipolazioni subite dalla figlia da parte della comunità e ha raccontato dei continui prelievi di denaro fatti dalla donna e della sua decisione di lasciare un lavoro prestigioso per seguire il compagno da cui poi aveva avuto il bambino ora 11enne. I primi accertamenti hanno evidenziato come l’attività del santone indo-tedesco ruoti attorno alla Shanti foundation, creata a Londra, che ha come indirizzo di posta un ristorante libanese.

Veniamo al caso di Perugia, portato alla luce dal Servizio centrale operativo del Dipartimento di polizia. In questo caso è stata sgominata un’associazione per delinquere finalizzata a commettere una “serie indeterminata” di reati quali truffa, estorsione e violenza sessuale, ai danni degli aderenti della presunta setta. L’indagine, coordinata dalla Procura del capoluogo umbro, è stata avviata a seguito di una segnalazione pervenuta dal padre di un membro del gruppo.

I corsi di alchimia con il fantomatico “maestro”

L’uomo ha riferito che il figlio, a metà del 2023, aveva iniziato a frequentare alcuni corsi di alchimia con un fantomatico “maestro” e in seguito si era trasferito all’interno di una struttura del gruppo e aveva eseguito pagamenti mensili in favore dello stesso. Ha anche raccontato che aveva lasciato il suo lavoro per seguire l’associazione, prima in provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria, interrompendo completamente qualsiasi rapporto con amici e familiari.

La polizia ha così individuato la presunta associazione nell’ambito della quale operavano soggetti, con nomi ben definiti, maestro, maestra, sciamano, guaritore, che avrebbero partecipato all’attività della setta. Gli accertamenti sui conti correnti bancari, inoltre, hanno permesso di appurare che in favore della associazione, nel corso del tempo, sono stati fatti versamenti mensili e donazioni dagli associati per un valore complessivo di oltre 500mila euro.

Immagini dalla presunta setta di Perugia
I corsi di alchimia con il fantomatico “maestro” (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Denaro poi in parte utilizzato dagli indagati per l’acquisto di auto, pagamento di gioielli, ristoranti e altro. Per ottenere i pagamenti e indurli a non abbandonare l’associazione, gli indagati avrebbero fatto ricorso a tecniche di manipolazione, minacce di ripercussioni spirituali, di malattia o malasorte e promesse di salvezza. Secondo le indagini, a capo della presunta setta, ci sarebbero Alfredo Mangone e la compagna Tatiana Ionel, entrambi arrestati

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di far ritenere che un uomo, di 56 anni, mediante abuso di autorità, avrebbe approfittato del proprio ruolo di “maestro” e della situazione emotiva di particolare vulnerabilità di un’associata, per costringerla a subire diversi rapporti sessuali, inducendo quest’ultima a credere che fosse una pratica necessaria per la purificazione dell’anima.