Sara e Antonella, morte per avvelenamento da ricina: è caccia all’assassino che ha usato il veleno di Breaking Bad

Non è così semplice procurarsi la ricina. Anzi, è pressoché impossibile. Ed è per questo che quello che si trovano di fronte la Procura di Larino e la squadra mobile della polizia è un vero e proprio rebus.

Chi ha ucciso per avvelenamento Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte tra il 27 e il 28 dicembre all’ospedale Cardarelli di Campobasso? E l’assassino come ha fatto a procurarsi la ricina rinvenuta nel sangue di mamma e figlia?

Antonella Ielsi e Sara Di Vita, uccise dalla ricina
Sara e Antonella, morte per avvelenamento da ricina: è caccia all’assassino che ha usato il veleno di Breaking Bad (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Gli investigatori si stanno concentrando su diverse piste. C’è da verificare con attenzione cos’è accaduto durante i pasti del periodo natalizio nell’abitazione di Pietracatella, mai dissequestrata in questi tre mesi. La casa sarà oggetto di nuovi sopralluoghi mirati alla ricerca di eventuali tracce della sostanza. L’obiettivo è ricostruire le modalità della somministrazione del veleno.

Somministrazione che secondo gli investigatori sarebbe avvenuta all’interno dell’abitazione, verosimilmente attraverso alimenti o bevande. Sul caso della morte di Sara Di Vita e di sua madre Antonella Di Ielsi c’è ora un solo fascicolo di indagine alla Procura di Larino per duplice omicidio premeditato. Il fascicolo più vecchio sulla vicenda, quello che ipotizza l’omicidio colposo e nel quale sono indagati cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, è stato trasferito alla Procura frentana.

La pianta dalla quale proviene il veleno non è facile da reperire

Ma l’assassino, si diceva, come si sarebbe procurato la pericolosa tossina naturale? La pianta dalla quale proviene il veleno non è facile da reperire ma si troverebbe anche in basso Molise. I poliziotti avrebbero battuto palmo a palmo il territorio, senza risultati. Le ricerche, quindi, si starebbero concentrando sul web, o meglio, sul dark web, la parte sommersa della rete dove avvengono attività illegali.

La ricina proviene dal Ricinus communis, la pianta del ricino. Si tratta di una tossina biologica che viene spesso gestita come un agente chimico per via del suo utilizzo potenziale come arma. Una volta entrata nelle cellule, disattiva i ribosomi, le “fabbriche” di proteine della cellula. Senza proteine, la cellula muore. È inserita nella Tabella 1 della Convenzione sulle armi chimiche (Cwc). Ciò significa che la sua produzione, detenzione e uso sono strettamente monitorati a livello internazionale.

L'estrazizone della ricina nella serie Breaking Bad
La pianta dalla quale proviene il veleno non è facile da reperire (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Dai semi della pianta si estrae anche olio, utilizzato soprattutto dall’industria cosmetica. E una volta estratto l’olio, il residuo solido dei semi, i pannelli di ricino, vengono impiegati in agricoltura biologica come concime organico azotato e, secondariamente, come repellente naturale per le talpe. Alcuni prodotti derivanti dalla ricina sono di facile reperibilità, ma solo i semi, attraverso un particolare trattamento, si trasformano in una tossina micidiale, i cui effetti diventano letali anche in dosi minime.

Il punto è che trasformare i semi in una tossina utilizzabile non è affatto semplice e richiede competenze chimiche e procedure rischiose. La ricina è instabile e pericolosissima da maneggiare senza una cappa aspirante professionale. Anche solo una minima quantità dispersa nell’aria durante la preparazione può essere fatale per chi la sta producendo. Tentare di procurarsi la ricina sul web è altrettanto rischioso.

Sul web esistono comunque forum e manuali, spesso legati a gruppi estremisti o anarchici

Gran parte degli annunci di veleni sul dark web sono truffe o, più spesso, operazioni Honeypot gestite dall’Fbi, dall’Europol o dai servizi segreti. Gli investigatori creano finti mercati neri per attirare chi cerca sostanze letali. Chi ordina ricina online raramente riceve la sostanza. Spesso riceve un pacco civetta monitorato dalle autorità che porta alla consegna controllata e all’arresto immediato.

Sul web esistono comunque forum e manuali, spesso legati a gruppi estremisti o anarchici, che spiegano come produrla in casa. Anche in questo caso, però, l’acquisto di determinati precursori chimici o attrezzature da laboratorio (come centrifughe professionali o sostanze per la purificazione), unito alla navigazione su determinati siti, attiva immediatamente i red flag dei sistemi di monitoraggio informatico delle agenzia di sicurezza.

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🔴 Passa alla Procura di Larino il fascicolo sull’avvelenamento di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morte a fine dicembre a Pietracatella. Il procedimento, aperto contro ignoti per duplice omicidio premeditato mediante avvelenamento, è stato trasferito per competenza territoriale da Campobasso a Larino. #Pietracatella #SaraDiVita #AntonellaIelsi #Campobasso #Larino

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Le strade che starebbero seguendo inquirenti ed investigatori, insomma, sarebbero diverse. Il colpevole potrebbe avere accesso a laboratori bio-chimici, universitari o farmaceutici dove la tossina è isolata per scopi di ricerca. Oppure l’assassino potrebbe aver tentato l’estrazione rudimentale dai semi, sperando che la dose fosse sufficiente. Infine, la sostanza potrebbe effettivamente essere stata ordinata e spedita via web eludendo i controlli, mascherata da altri prodotti.

La ricina è molto citata in diverse serie tv, soprattutto americane, come Breaking Bad. Nel corso delle stagioni viene citata spesso, fino a quando Walter White, il protagonista, professore di chimica, avvelena Lydia Rodarte-Quayle. In passato la ricina fu utilizzata anche dal Kgb per assassinare un giornalista bulgaro alla fine degli anni ’70. Gli 007 modificarono la punta di un ombrello e gli iniettarono una piccolissima dose in una gamba.