Ha 61 anni, è nato a Ferrara ma residente a Roma ed è intitolare della Arcoiris edizioni musicali. Gian Luca Pelloni Bulzoni è il nome sulla bocca di tutti in Italia. Il motivo è che si tratta del figlio segreto adottivo di Raffaella Carrà.
Pelloni Bulzoni era stato manager personale della conduttrice, autrice, showgirl morta il 5 luglio 2021 all’età di 78 anni per una malattia rimasta anch’essa segreta fino all’ultimo. La rivelazione riguardante l’icona pop globale è del Corriere della Sera. 
Pelloni Bulzoni è dunque erede universale di Raffaella Carrà (il cui vero nome era per l’appunto Raffaella Maria Roberta Pelloni), non erede unico. La conduttrice non ha avuto figli ma aveva due nipoti, Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello Enzo, morto anche lui a soli 56 anni nel 2001. Nelle sue ultime disposizioni non ha escluso nessuno dei suoi affetti.
I giornalisti del quotidiano hanno scoperto di Pelloni Bulzoni nelle pieghe di un contenzioso legale. La Fondazione che porta il nome di Carrà ha confermato la notizia, motivando l’adozione con la volontà della showgirl di “proseguire la sua attività e portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care”. Lo stesso manager ha istituito la Fondazione, “destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista”.
La giornalista del Tg2 su Raffaella Carrà: “Lo scrissi già tre anni fa”
In realtà, stando a quanto dichiarato da Adriana Pannitteri, giornalista del Tg2, ex Tg1, conduttrice di Tg2 Storie e autrice del libro Raffaella Carrà. La ragazza perfetta, edito nel 2023, il tema del figlio adottato era già cosa nota: “Lo scrissi già tre anni fa”. Comunque sia, il contenzioso che ha fatto salire alla ribalta delle cronache il nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni è quello con una società spagnola per il musical teatrale Ballo ballo.
Il figlio di Raffaella Carrà aveva chiesto l’inibitoria alla “realizzazione, distribuzione, pubblicizzazione e rappresentazione, in qualsiasi forma e tramite qualunque mezzo”, per l’assenza del suo consenso. Pelloni Bulzoni aveva avanzato richiesta al Tribunale di Roma proprio in qualità di “unico erede legittimo” di Carrà, e “titolare quindi dei diritti sull’immagine, sulla voce e sul nome (reale e d’arte), nonché dei dati, delle informazioni sulla sua vita personale e professionale perché anche titolare del diritto morale e dei diritti di utilizzo delle opere dell’ingegno dell’artista”. 
Stando alla ricostruzione del Corriere, “la giudice Laura Centofanti del Tribunale capitolino però non ha concesso l’inibitoria richiesta perché fondamentalmente ad oggi le 36 rappresentazioni teatrali del musical Ballo ballo, successive al film del 2020, si sono già svolte e non ne sono previste altre. Per eventuali risarcimenti l’erede della Carrà dovrà casomai proseguire l’azione legale nel processo di merito”.
In base al provvedimento, pubblicato nei giorni scorsi, nel mirino di Pelloni Bulzoni era finito anche un dettaglio, considerato “offensivo della memoria di sua madre”. Insieme al biglietto dello spettacolo furono distribuiti in omaggio patatine e Coca-Cola. Il figlio adottivo sarebbe stato a conoscenza del tour teatrale e avrebbe firmato alcuni accordi preliminari. La Fondazione attualmente sta lavorando ad eventi che potrebbero essere annunciati nelle prossime settimane.





