Tutto è cominciato nelle prime ore del mattino di oggi, quando le indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera sono cominciate a circolare senza più fermarsi.
Al centro della bufera politica tuttora in corso c’è un incontro, avvenuto circa un mese fa, tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Aleksej Paramonov. 
Un faccia a faccia richiesto da Mosca sul quale le opposizioni si sono scatenate, anche perché il vertice, secondo quanto riportato dal Corriere, avrebbe irritato la premier Giorgia Meloni, che non ne sarebbe stata a conoscenza. Partito Democratico, Italia viva e Azione hanno chiesto a gran voce le dimissioni di Cirielli, parlando di “governo filorusso e ambiguo” e della Russia come “un Paese invasore, che rifiuta la pace, e che ha più volte tenuto posizioni aggressive nei confronti del nostro Paese”.
Il governo di centrodestra ha provato a gettare acqua sul fuoco. Secondo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani si sarebbe trattato di “un incontro alla luce del sole”. Il viceministro, in carica dal 2022 in quota Fratelli d’Italia, è stato anche candidato presidente per la coalizione di centrodestra alle recenti Elezioni regionali in Campania, perdendo contro Roberto Fico.
Cirielli: “La Farnesina era informata della partecipazione”
“Non si tratta di un’anomalia. – ha raccontato Cirielli – È prassi che i viceministri incontrano ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il Ministro. D’altronde non siamo in guerra e non abbiamo rotto i rapporti diplomatici anche se sono tesi. È la regola e non c’è alcun caso politico. La Farnesina era informata della partecipazione con due diplomatici che hanno preso nota formale”.
Dunque la riunione si sarebbe effettivamente tenuta tra Cirielli e Paramonov presso la Farnesina, sede del Ministero degli Esteri. Ma di cosa hanno discusso i rappresentanti di Italia e Russia? Per Tajani l’incontro con l’ambasciatore di Mosca sarebbe servito “a ribadire la nostra stessa posizione” di sostegno all’Ucraina. Ma il Ministro, come da lui stesso ammesso, ha dovuto “giustificare” l’incontro di Cirielli anche agli occhi della Nato, con una conversazione chiarificatrice con il segretario generale Mark Rutte. 
“Penso che qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il Ministro degli Esteri, quindi diteglielo con le buone, diteglielo con un po’ di dolcezza perché non vorrei che ci rimanesse male. – ha dichiarato, in tono polemico, il senatore di Italia Viva Matteo Renzi – Dite a Tajani che, tra un drone e l’altro, è il Ministro degli Esteri. Non dico di sapere cosa fanno gli israeliani quando bombardano in Iran, a lui non lo dicono, ma almeno di sapere che cosa fa il suo viceministro, potrebbe essere un’idea. Quindi svegliate il soldato Tajani“.
“È una polemica inutile. – ha concluso Tajani – La riunione non si è svolta in segreto, si è svolta al Ministero degli Esteri, il viceministro è stato assistito da funzionari della Farnesina, quindi tutto alla luce del sole, ed è una vicenda di parecchie settimane fa. Se un ambasciatore chiede di parlare, si parla. Ma non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa“.





