La Ministra del Turismo Daniela Santanchè è indagata con l’ipotesi di bancarotta dalla Procura della Repubblica Milano nel fascicolo che riguarda il fallimento di Bioera.
Quest’ultima era una società per azioni (spa) del gruppo del biofood di cui Santanchè è stata presidente fino al 2021. La Ministra è indagata con la stessa ipotesi di reato anche per il caso di Ki Group srl, altra società del gruppo terminata in una liquidazione giudiziale. 
“Premesso che la nostra assistita non ha ancora ricevuto alcuna notifica, – hanno spiegato i legali di Santanchè, gli avvocati Nicolò Pelanda e Salvatore Pino – avendo abbandonato la carica di presidente senza deleghe di Bioera sin dal 2022, troveremmo quanto meno singolare un suo coinvolgimento. Nemmeno è mai stata azionista della società. Potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia”.
Con la Ministra del Turismo sono indagati per il crac della quotata in borsa dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà e dall’aggiunto a capo del pool sui reati economici, Roberto Pellicano, anche alcuni ex amministratori della società.
I magistrati sono ancora in attesa invece delle carte del liquidatore
L’indagine segue il fascicolo che ha coinvolto Santanchè sempre per bancarotta per il crac della Ki Group srl di cui è stato accertato un “passivo esposto in ambito concordatario” da 8.625.912,96 euro.
In quest’ultima sono indagati anche l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, Michele Mazzaro, Antonino Schemoz, Stefano Crespi e Filippo Rolando. I magistrati sono ancora in attesa invece delle carte del liquidatore relative al Ki Group Holding, l’ultima azienda del gruppo dichiarata fallita per lo “stato di insolvenza” e gravata da oltre 1,4 milioni di debiti, per poi riunire in unico fascicolo d’indagine le tre vicende. 
L’iscrizione per la vicenda Bioera va ad aggiungersi ad una contestazione simile per la Ministra del Turismo Daniela Santanchè, già a processo a Milano per il presunto falso in bilancio su Visibilia e che ne rischia un altro per l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’Inps.
Le opposizioni si sono scatenate dopo la diffusione della notizia. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde ha parlato di “un governo di condannati e plurindagati, che predica legalità mentre tollera situazioni politicamente e moralmente incompatibili con l’esercizio di funzioni pubbliche”. Sulla stessa linea la senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante: “Ogni giorno che passa senza le sue dimissioni è un giorno perso per la credibilità delle istituzioni e per la serietà della politica“.





