Per il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, l’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non mette in discussione la segreteria di Matteo Salvini.
Secondo il leader di Italia Viva Matteo Renzi, invece, “Vannacci sarà un problema per la premier Giorgia Meloni e per la destra”. Ciò che è certo è che le aspirazioni dell’ex generale sono molte e guardano agli apparati dello Stato e del governo. 
I sondaggi danno la forza politica di Vannacci, quel Futuro Nazionale lanciato sui social con tanto di simbolo e manifesto, al 4,2%. Ovvero, molto più del 3% che è la soglia di sbarramento per entrare in Parlamento. Dopo quasi nove mesi da vicesegretario della Lega, Vannacci ha mollato gli ormeggi per intraprendere la corsa in solitaria. L’obiettivo è chiaro, almeno negli intenti: costruire “una destra diversa, vitale e non moderata”.
Nessuna moderazione, insomma, per Futuro Nazionale, dopo che Salvini, oggi vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, aveva accolto Vannacci tra le file della Lega. Una “accoglienza” che ha consentito all’ex generale di varcare le soglie dell’Europarlamento, nonostante la ben precisata “indipendenza” alle elezioni con vista su Bruxelles. Secondo le ultime indiscrezioni, alla Camera almeno tre deputati sarebbero già pronti a passare in Fn, e lo stesso farebbe l’unico consigliere leghista in Toscana, Massimiliano Simoni.
Salvini ha affondato il colpo: “Un soldato non abbandona mai il proprio posto”
Il movimento di estrema destra CasaPound ha ufficializzato che non farà parte di Fn, pur avendo in comune con Vanna la proposta di legge sulla remigrazione. Più chiarezza ci sarà, con ogni probabilità, oggi a Modena, quando l’ex generale parlerà del suo libro Il Mondo al Contrario, da cui è nata anche un’associazione. In quest’occasione, è attesa una riunione con i suoi più stretti collaboratori e animatori del partito.
A Modena seguirà Chiavari. E poi l’appuntamento a Montecatini sulla remigrazione, in programma a marzo. Il manifesto del partito ha cominciato già a circolare veloce sui social media. Vannacci guarderebbe a quella “parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi”. 
Salvini dal canto suo ha affondato il colpo imputando a Vannacci il tradimento della parola data e l’onore macchiato. E gli ha ricordato: “Un soldato non abbandona mai il proprio posto“. L’addio annunciato non si è concretizzato non solo per le continue fughe in avanti dell’eurodeputato in materia di lotta all’immigrazione e politica estera, ma il 26 gennaio con il deposito di Futuro Nazionale all’ufficio dei brevetti europei.
Salvini inizialmente ha provato a tenere bassi i toni e liquidato tutto come una “invenzione giornalistica“. Ma il coming out di Vannacci è poi arrivato a breve. Vannacci è così uscito allo scoperto: “Inseguo un sogno e vado lontano. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia”. Staremo a vedere.





