“Io sono innocente e i testimoni che verranno citati in aula sono tutti mafiosi“. Lo ha ripetuto per diversi minuti, mentre era seduto ieri in aula, Francis Ford Kaufmann.
L’uomo è accusato di aver ucciso la moglie e la figlia, trovate senza vita l’estate scorsa a Villa Pamphili a Roma. Seduto vicino al suo difensore, Kaufmann, che ha dichiarato di chiamarsi Rexall Ford, ha anche pianto. 
Il penalista Paolo Foti ha spiegato di aver “fatto istanza affinché venga disposta una perizia psichiatrica. È una richiesta legata alle sue condizioni, che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente. A mio modo di vedere non sono compatibili con lo stare in giudizio“. La Procura della Repubblica di Roma si è opposta. I giudici si sono riservati di decidere per la prossima udienza fissata al 9 febbraio.
Polemica poi sui mancati controlli nelle settimane precedenti i delitti. Gli inquirenti di piazzale Clodio hanno avviato da tempo un fascicolo, per ora senza indagati e ipotesi di reato. L’avvocata Maria Teresa Manente, dell’associazione Differenza Donna, aveva presentato un esposto. “Chiediamo che si indaghi, al fine di accertare le omissioni che vi sono state da parte delle forze dell’ordine in considerazione che l’imputato è stato fermato più volte in una situazione assolutamente di grande degrado“, ha detto la penalista.
Terracciano (Aicis): “Gli agenti di Roma si confrontano quotidianamente con situazioni di disagio”
“Era in preda all’alcol – ha continuato la legale – e con una donna ed una bambina in precarie condizioni. Questa situazione meritava assolutamente un un fermo immediato. È veramente scandaloso, il soggetto era in uno stato d’ubriachezza, immediatamente doveva scattare il fermo. Il bambino doveva essere allontanato“.
Della vicenda dei controlli ne abbiamo parlato, in esclusiva per Notizie.com, con Ugo Terracciano, docente di Criminologia e fondatore e presidente dell’Aicis, l’Associazione italiana criminologi per l’investigazione e la sicurezza. “Imputare alle forze dell’ordine l’omissione dei propri doveri mi pare eccessivo. – ha detto l’esperto – Un conto è identificare un uomo in stato di ubriachezza, altro è poter ipotizzare che potesse macchiarsi di un così terribile delitto. Gli agenti di Roma si confrontano quotidianamente con situazioni di disagio”. 
La difesa di Kaufmann, insomma, ha tentato la carta della perizia psichiatrica. L’uomo, accusato di duplice omicidio aggravato e occultamento di cadavere è comparso in aula con i capelli rasati e una felpa blu. Per tutto il tempo ha parlato a bassa voce, in una sorta di soliloquio interrotto anche dal pianto, durante il quale ha ripetuto di “essere innocente” e accusando “i testimoni di essere tutti mafiosi”.
Ad avviso della difesa le condizioni psichiatriche del 47enne “non sono compatibili con lo stare in giudizio”. Per il pm Antonio Verdi non ci sono i presupposti per procedere con l’attività peritale per un detenuto che è in regime di isolamento da 7 mesi. I giudici della prima Corte d’Assise si sono riservati di decidere “all’esito della acquisizione del diario clinico dell’imputato“.
All’attenzione dei giudici poi il video girato da un passante il 5 giugno
La Procura ha anche citato in particolare quanto avvenuto il 30 maggio. Kaufmann, in compagnia della compagna e della figlioletta, è stato protagonista di una rissa in strada. Stesso copione il 3 giugno con una zuffa avvenuta all’interno di un bar del centro della Capitale durante la quale l’uomo è stato colpito con un pugno al volto. All’attenzione dei giudici poi il video girato da un passante il 5 giugno in cui si vede Kaufmann visibilmente ubriaco e la bimba appoggiata ad un motorino.
Di Anastasia nessuna traccia. La donna era stata strangolata la notte precedente. Dalle indagini, inoltre, è emerso che l’imputato alcuni giorni dopo l’uccisione della compagna cercò di contattare agenzie di “baby modelling” per far fare alla figlia di 14 mesi set pubblicitari. Un particolare spuntato dall’analisi del traffico del cellulare dell’uomo.





