L’Italia sarà un Paese che, per quasi una settimana, funzionerà ad intermittenza. L’inizio del 2026, infatti, sarà caratterizzato da una raffica di scioperi, proteste e manifestazioni. Agitazioni peraltro non unitarie, bensì frammentate per settore.
Ciò significa che diversi territori e numerose sigle sindacali saranno interessati in sequenza da scioperi della scuola, delle ferrovie, degli aeroporti e dei trasporti locali. Un fenomeno dovuto al fatto che non si trattasi un’unica grande mobilitazione coordinata e nazionale. L’Italia sarà attraversata da vertenze sovrapposte che dureranno fino a martedì 13 gennaio, coinvolgendo quindi il fine settimana, la mobilità ed i servizi essenziali. 
Tre i fattori che hanno portato i lavoratori ad incrociare le braccia nei primi giorni del 2026. Il primo sta nei rinnovi contrattuali, bloccati o incompleti. Comparti come la scuola, gli aeroporti e il tpl hanno salutato il nuovo anno con contratti scaduti o ancora solo parzialmente applicati. Il secondo fattore sta nel fatto che solitamente le sigle tendono a “congelare” le proteste durante le festività di Natale e Capodanno.
Infine, il nostro Paese ha un sistema di rappresentanza estremamente frammentato, e il diritto allo sciopero consente anche alle sigle minori di proclamare agitazioni. Partiamo da oggi, venerdì 9 gennaio 2026. A scioperare sarà soprattutto il trasporto pubblico locale in Abruzzo, nelle province di Pescara, Chieti, Teramo e Lanciano, a Napoli, a Bolzano ed in Sardegna. Fortissime le differenze delle fasce di garanzia da città a città.
Nel solo 2025 il comparto aereo è stato interessato da ben 19 scioperi
I sindacati protestano per i carichi di lavoro, la scarsa sicurezza, il rinnovo dei contratti e le turnazioni. Sempre oggi ci saranno disagi negli aeroporti. L’agitazione riguarderà Swissport Italia e Airport Handling di Linate e Malpensa, oltre agli assistenti di volo di EasyJet e Vueling. Anche in questo caso nel mirino delle organizzazioni ci sono le condizioni di lavoro e i turni. Previsti ritardi e cancellazioni di voli, nonché rallentamenti a terra per chech-in, ritiro bagagli e imbarchi.
Bisogna ricordare che nel solo 2025 il comparto aereo è stato interessato da ben 19 scioperi, più di uno al mese. 
Dalle ore 21 di oggi 9 gennaio fino alle 21 di domani 10 gennaio 2026 sciopererà anche il personale ferroviario di alcune sigle autonome, mentre lunedì 11 gennaio sarà la volta degli addetti alla manutenzione delle infrastrutture di Rfi. A rischio ci saranno il trasporto regionale (fasce garantite dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21), gli Intercity e l’Alta velocità.
Infine il 12 ed il 13 gennaio 2026 sarà la volta della scuola. I sindacati Flp, Conalpe, Confsai e Csle hanno proclamato un’agitazione che coinvolgerà tutto il personale docente e Ata di scuole pubbliche, comunali e private. Possibile che le strutture scolastiche restino chiuse o che funzionano ad orari ridotti. La necessità dei sindacati in questo caso è di porre l’attenzione sulle retribuzioni, gli organici, le condizioni di lavoro, le politiche del Ministero.





