Previsioni meteo di inizio 2026, dalla fase secca al maltempo diffuso: cosa dicono i modelli meteo sull’Epifania

Piogge diffuse e neve: una fase fredda e perturbata che interesserà l’Italia subito dopo Capodanno. E che continuerà, con ogni probabilità, fin quasi all’Epifania. Ormai non è più solo un’ipotesi. I principali modelli meteo convergono su tale previsione.

Per le previsioni meteo di inizio anno, a partire proprio da oggi, 1 gennaio 2026, c’è da definire solamente quale sarà l’intensità della fase di maltempo che passerà sull’Italia. Bisogna ricordare che il nostro Paese viene da una fase fredda ma sostanzialmente asciutta. Anche in questi primi giorni di gennaio non dovrebbe piovere molto, ma l’aria sarà ancor più fredda.

Previsioni meteo
Previsioni meteo di inizio 2026, dalla fase secca al maltempo diffuso: cosa dicono i modelli meteo sull’Epifania – Notizie.com

Si tratta di quello che gli esperti definiscono freddo secco, ovvero quando domina l’alta pressione o correnti povere di umidità. “Il quadro sarà caratterizzato – ha detto Mattia Gussoni, meteorologo de IlMeteo.it – soprattutto da un deciso abbassamento delle temperature, che scenderanno ben al di sotto delle medie stagionali. Non sono invece attese precipitazioni di rilievo: il freddo sarà il protagonista assoluto, configurando la prima vera ondata della stagione“.

Per l’esperto nel weekend di sabato 3 e domenica 4 è atteso il transito di una perturbazione intensa, che dovrebbe riportare il maltempo soprattutto sulle regioni del centro-nord, con piogge diffuse e nevicate sulle aree montuose. Una situazione che potrebbe favorire il comparto turistico invernale, in particolare nelle località sciistiche dove, finora, le precipitazioni nevose sono state scarse.

Una configurazione classica per il maltempo sul Mediterraneo

Il meccanismo atmosferico che farà sorridere gli operatori turistici (e, si spera, anche gli organizzatori delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina) è su scala europea. Masse d’aria molto fredde, di origine artica, stanno scendendo sempre più verso l’Europa occidentale. L’aria fredda crea una grande lingua, chiamata seccatura, di bassa pressione che va dalla Scandinavia alla Penisola iberica.

Parliamo di una configurazione classica per il maltempo sul Mediterraneo. La stessa seccatura, che richiama verso il nostro Paese l’ aria più mite e umida dal Mediterraneo, sale sopra l’aria più fredda e crea nubi, piogge e neve. Gli esperti stanno ora calcolando dove esattamente si posizionerà il centro di bassa pressione per definire intensità, durata e tipo di fenomeni.

Insomma nei prossimi giorni avremo un peggioramento evidente del meteo, con una fase più intensa tra il 3 ed il 5 gennaio. In queste date ci sarà maltempo diffuso al nord e nel centro tirrenico. Il 6 gennaio 2026, giorno dell’Epifania, il cattivo tempo sarà molto esteso.

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