Quattro morti sul lavoro in poche ore, il day after di Calderone: più sicurezza e stop molestie entro settembre, arriva il decreto

Morti sul lavoro, il tavolo con i sindacati al Ministero del Lavoro: Calderone annuncia un decreto contenente misure di sicurezza entro fine settembre di quest’anno.

Un nuovo decreto contenente misure di sicurezza sul lavoro dovrebbe arrivare entro la fine del mese di settembre. Ad annunciarlo è stata la ministra Marina Calderone nel corso di una riunione programmata al Ministero con i sindacati e le associazioni datoriali, all’indomani delle tragedie dei quattro morti sul lavoro in un solo giorno in Italia.

La ministra del Lavoro Marina Calderone
Quattro morti sul lavoro in poche ore, il day after di Calderone: più sicurezza e stop molestie entro settembre, arriva il decreto (Ansa Foto) – notizie.com

Si tratta dello stesso decreto annunciato a maggio e sul quale da allora sono in corso le interlocuzioni con le parti sociali. Dopo la pausa estiva, il 9 settembre si è tenuta la prima riunione. Il provvedimento prevede una serie di azioni ad ampio raggio volte ad aumentare la sicurezza sul lavoro e contrastare il fenomeno delle morti bianche. Fenomeno che, come raccontano i quattro decessi di lunedì 8 settembre 2025, continua ad aumentare.

E che restituisce un vero e proprio bollettino di guerra: 607 operai morti da gennaio a luglio di quest’anno. Il 5,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2024. La fascia di età più colpita è quella tra i cinquanta e i cinquantaquattro anni. Ad essere più esposti ai rischi sono i lavoratori stranieri.

Decreto lavoro: più tutele per la salute e le coppie conviventi

Il provvedimento, tra le altre cose, conterrà iniziative per promuovere interventi – con l’utilizzo delle risorse Inail – in settori specifici come i cantieri, la logistica e i trasporti. Dovrebbe prevedere anche norme per garantire un supporto alle imprese per l’adozione di sistemi di gestione della salute, l’estensione anche alle coppie conviventi non sposate delle tutele che prevedono – in caso di morte sul lavoro – una rendita per il coniuge al 50% dello stipendio fino al decesso o a un nuovo matrimonio.

E ancora, norme sulla digitalizzazione e un aggiornamento della disciplina dei ricorsi, la cui competenza verrà spostata all’Ispettorato del lavoro. Nel confronto con i sindacati si è parlato anche della possibilità di aggiungere nuove modalità di valutazione dello stress sul lavoro che varranno anche per chi fa smart working. E la formazione digitalizzata della formazione nel fascicolo sociale e lavorativo del cittadino.

Misure di prevenzione per le molestie sul lavoro

Sul tavolo, pure la possibilità che il datore di lavoro individui – nel documento di valutazione del rischio – misure di prevenzione per le molestie sul lavoro. E l’idea di garantire copertura assicurativa agli studenti impegnati nei progetti di alternanza scuola-lavoro.

Il decreto lavoro è stato più volte annunciato e la riunione al Ministero si è tenuta mentre l’Italia piange la perdita di Yosif, Daniele, Toure e Salvatore. In un solo giorno è stata superata la media già tragica del 2025 di tre morti bianche al giorno.

Cgil: “Il decreto è un inizio, ma non basta”

È un inizio, ma questo provvedimento da solo non basta. Questo è il parere della Cgil al termine del tavolo con Calderone: “Pur riconoscendo alcuni elementi positivi, si tratta di interventi estremamente limitati che non affrontano in modo adeguato le reali emergenze”. Lo ha dichiarato Francesca RE David, segretaria confederale del sindacato, in una nota diffusa al termine dell’incontro al Ministero.

Restano del tutto irrisolti alcuni nodi fondamentali, come la qualificazione delle imprese. E rispetto ai contratti: la maggior parte degli incidenti avviene in aziende non qualificate. Il decreto non introduce alcuna misura incisiva su questo fronte, nonostante sia uno dei principali fattori di rischio”.

Operaio in cantiere
Misure di prevenzione per le molestie sul lavoro – notizie.com

Queste tragedie sono avvenute in quattro regioni diverse: in ordine di tempo Torino, Riposto (in provincia di Catania), Monza e Roma. Il primo è stato Yosif Galam, stava per compiere sessantanove anni, ma non ha fatto in tempo perché intorno alle 7.30 è precipitato da un’altezza di dodici metri mentre sostituiva un cartellone pubblicitario.

Di origini egiziane, Yosif stava lavorando con un collega di settant’anni rimasto illeso. Sulla sua storia la Procura di Torino ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio colposo. L’autogru sulla quale si trovava è stata sequestrata e al suo corpo verrà eseguita l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Non si esclude l’ipotesi di un malore.

Yosif, Salvatore, Toure e Daniele: chi sono le vittime del lavoro del lunedì nero dell’8 settembre

Il secondo morto in ordine di tempo si chiamava Salvatore Sorbello, aveva cinquantatre anni, operaio metalmeccanico. È morto a Riposto, in provincia di Catania, cadendo da un’impalcatura di dieci metri durante i lavori di ampliamento di un capannone.

Anche sul suo caso la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per verificare se indossasse correttamente l’imbracatura obbligatoria per legge. Tra le ipotesi, un guasto nel funzionamento dell’attrezzatura o un errore nell’indossarla.

C’è poi Toure Mamadou, quarantotto anni, anche lui operaio metalmeccanico, viveva con la famiglia a Lesmo, in Brianza, dal 2012. Aveva ottenuto la cittadinanza italiana ed era padre di quattro figli.

Cantiere con i lavoratori
Yosif, Salvatore, Toure e Daniele: chi sono le vittime del lavoro del lunedì nero dell’8 settembre – notizie.com

Lunedì 9 settembre Toure è morto nel capannone della ditta in cui lavorava, probabilmente colpito alla testa da una barra di metallo che stava lavorando a un tornio. La Procura ha disposto il sequestro del macchinario per una verifica dei dispositivi di sicurezza.

L’ultima vittima arriva dalla Capitale, si chiamava Daniele Cucchiaro, aveva quarantasette anni. È morto schiacciato da un muletto mentre stava smontando i palchi nell’area delle manifestazioni Lungo il Tevere Roma, terminate a fine agosto.

Daniele stava facendo risalire il muletto sull’autotreno quando gli è piombato addosso. Sul caso indaga la polizia. Stando alle prime ricostruzioni era da solo sul posto. A chiamare il 112 infatti, è stata una donna che passava di lì e ha trovato il corpo sulla banchina.

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