Il caso del Comune di Bologna che distribuisce pipe per il crack. Il Forum Droghe: “Riduzione del danno”. Il centrodestra: “Istigazione a delinquere”

Il Comune di Bologna ha avviato un progetto per ridurre il danno da crack, distribuendo pipe sterili. Ma dal centrodestra è polemica sull’iniziativa. Tutti i dettagli.

Per le associazioni è un servizio “che mira a tutelare la salute”. Per i partiti di centrodestra è “una scelta delirante e illegale”. È polemica a Bologna dove l’amministrazione comunale guidata dal sindaco del Partito democratico Matteo Lepore ha avviato la distribuzione di pipe o pipette sterili per il consumo di crack, o cocaina da fumo.

Fumare crack cocaina
Il caso del Comune di Bologna che distribuisce pipe per il crack. Il Forum Droghe: “Riduzione del danno”. Il centrodestra: “Istigazione a delinquere” – Notizie.com

A spiegare la scelta di Palazzo d’Accursio è stata l’assessora al Welfare Matilde Madrid. “Il crack – ha spiegato l’esponente della giunta Lepore – resta una sostanza con gravi effetti sulla salute, ne siamo consapevoli. La politica di riduzione del danno punta principalmente a intercettare queste persone: il 55% sono italiani. La sperimentazione ha dimostrato che l’utilizzo di strumenti adeguati consente di ridurre il consumo e le patologie secondarie”.

La distribuzione fa seguito ad una sperimentazione partita già nel 2024, che avrebbe dato buoni risultati. Alla fase pilota hanno preso parte 40 persone che hanno riportato meno problemi respiratori e lesioni orali. A distribuire la pipa in alluminio per inalare la droga a base di cocaina saranno gli operatori di strada di Asp. Si potrà anche richiederla negli spazi di Fuori binario in via Carracci.

Distribuzione pipette da crack, la ratio dell’iniziativa a Bologna

In totale sono stati acquistati dall’Ente 300 pipe per un investimento di circa 3500 euro. Ma qual è la ratio dell’iniziativa che ha scatenato la reazione dei partiti conservatori? Alla base c’è proprio il concetto di “riduzione del danno” di cui ha parlato l’assessora Madrid, consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dall’Ufficio Onu droga e crimine (Unodc) e dall’Unaids, il Programma delle Nazioni unite per l’Hiv e l’Aids.

Per l’uso problematico di sostanze come il crack serva un approccio pragmatico, scevro da impostazioni ideologiche. – ha sottolineato il segretario nazionale di Forum droghe Leonardo Fiorentini – La riduzione del danno permette di limitare i danni alle persone che consumano e i costi sanitari per la società, oggi la distribuzione di pipette è anche uno degli strumenti di aggancio ai servizi di una popolazione in difficoltà”.

Il Municipio di Bologna
Distribuzione pipette da crack, la ratio dell’iniziativa a Bologna (ANSA FOTO) – Notizie.com

L’obiettivo delle autorità sanitarie, insomma, è ricalcare quanto avvenuto già in passato con la distribuzione di siringhe sterili ai tossicodipendenti per prevenire Hiv ed epatiti. Il ragionamento è semplice. Le pipe improvvisate per fumare il pericoloso crack, ovvero lattine e bottiglie, possono provocare ustioni e microlesioni alla bocca. Le ferite facilitano la trasmissione delle malattie, specie quando vengono condivise. Le pipette, inoltre, riducono il rischio di inalare sostanze tossiche rilasciate da materiali non adatti.

Si tratta di una strategia basata su evidenze scientifiche, – ha commentato la presidente del Coordinamento nazionale comunità accoglienti (Cnca) Caterina Pozzi – capace di ridurre malattie e morti per overdose, di favorire l’accesso ai servizi e di migliorare la qualità della vita nei quartieri. Le polemiche di questi giorni, concentrate sulla distribuzione di pipe sterili per fumare crack, rischiano di oscurare il vero significato del lavoro che centinaia di operatrici ed operatori sociali e sanitari portano avanti quotidianamente“.

Sardone (Lega): “Un punto di non ritorno”

Insomma, da un lato si riducono i rischi sanitari e sociali e dall’altro è un primo passo per avvicinare le persone a servizi di cura e programmi di disintossicazione. La strategia fa parte anche dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) che si rifanno a documenti internazionali come l’Hiv prevention, treatment, care and support for people who use stimolant drugs di Oms, Unodc e Unaids, appunto.

L’approccio del Comune di Bologna non è andato giù, come già detto, ai partiti di centrodestra. La vicesegretaria della Lega ed europarlamentare Silvia Sardone ha parlato di “un punto di non ritorno”. E del fatto che il Pd non avrebbe “alcuna intenzione di combattere la diffusione della droga e di fermare gli spacciatori”. Per l’europarlamentare Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia si tratta di “istigazione a delinquere”. Cavedagna si è detto intenzionato a denunciare sindaco e giunta “per incitazione al consumo e allo spaccio di droghe”.

Il Comune di Bologna, – ha dichiarato il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri – invece di contrastare la diffusione delle droghe, si mette a fare l’aiutante degli spacciatori. Chi entra nell’orribile tunnel delle dipendenze deve essere aiutato per uscirne grazie al grande lavoro che fanno le comunità. Questa assurda decisione del Comune di Bologna, a guida Pd, è una vergogna”.

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