Il Natale ce lo siamo lasciati alle spalle, ma sapete che un italiano su due ricicla i regali? I dati sorprendono e qualcuno si sente offeso.
Le feste hanno portato sicuramente molti doni preziosi, cose che aspettavamo da anni e che finalmente abbiamo tra le mani. Il rovescio della medaglia però ci parla di regali che non desideravamo e di cui non sappiamo cosa fare. Qual è la soluzione? 
Se una larga fascia della popolazione sta scegliendo di regalare dei buoni da spendere sulle piattaforme o nei negozi, c’è ancora chi punta alla sorpresa spesso però proponendone una che la controparte non apprezza. Proprio per questo in molti decidono poi di andare a riciclare i regali.
Oggi vogliamo approfondire questo argomento, andando a vedere anche quali sono i dati statistici che ci forniscono un quadro più generale della situazione. E se da una parte è una buona notizia, perché si evita di sprecare qualcosa che può essere utile a un’altra persona, dall’altro invece il dispiacere è legato allo scoprire che quel pensiero non era stato ufficialmente pensato per noi.
Un italiano su due ricicla i regali di Natale, i dati
Una ricerca del Centro Studi di Confcooperative specifica che una persona su due, circa 28 milioni in totale, ricicla i regali di Natale e tra questi c’è anche chi li vende online. Si parla in totale per quest’anno di un risparmio di 3.5 miliardi di euro, 100 in più dello scorso anno. 
Nel report leggiamo che si tratta di una tendenza che negli ultimi anni va sempre più a consolidarsi. Nonostante l’aumento delle tredicesime infatti la tendenza compulsiva è quella di riciclare i regali per spendere soldi per sé stessi e non per gli altri.
Lo studio specifica come il riciclo abbia delle modalità differenti. 6 su 10 persone riciclano direttamente il regalo rincartandolo dopo aver notato di non essere interessati allo stesso, mentre 2 su 10 decidono di venderli. La restante parte, invece, decide di scambiare i doni ricevuti con buoni da spendere direttamente nei negozi.
Ma quali sono i regali che vengono riciclati? In prima posizione troviamo con il 45% i generi alimentari come vini, spumanti, salumi e formaggi. Seguono al 26% invece guanti, cappelli, sciarpe, calzini, cosmetici e creme. Al 20% si attestano agende e libri mentre al 9% troviamo giocattoli. Una lista che ci fa capire anche come non si tratti dei capricci di bambini che rifiutano un gioco piuttosto di un altro.





