Def 2024, il Pil cede e il debito aumenta di nuovo, ma è colpa dei soldi del Superbonus

Il ministro delle Finanze Giorgetti non ha timori e assicura: “Il taglio del cuneo fiscale rimane una priorità”

Tira e molla all’italiana. Un’economia che è diventata un elastico. Una crescita che si abbassa e il debito di nuovo che sale, non all’improvviso perché era previsto, con la soglia sotto del 140% e questo a causa di un impatto incredibile di 219 miliardi legati ai bonus edilizi. Su queste basi, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Def 2024 definito un po’ da tutti più morbido anche se le stime che non sono cambiate rispetto a quello che si sapeva e si supponeva anche se bisogna vedere come andranno i negoziati previsti con la Commissione Ue, visto che è stato preannunciato che a giugno chiederà ad Ecofin l’apertura di una procedura sui conti italiani.

Il ministro
Il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti (Ansa Notizie.com)

Ci sono stati dei dati usciti dal Cdm che hanno fatto capire come potrebbe variare la situazione durante quest’anno, con alcune cose che si sapevano e altre che non erano proprio attese. Di sicuro, almeno per quel che riguarda le previsioni, nel 2024 il pil crescerà dell’1%, un po’ meno rispetto  all’1,2% che aveva indicato nella Nadef dello scorso autunno. Per quanto riguarda il debito, un indicatore sempre tenuto sotto osservazione, quest’anno si assesterà al “137,8%, per poi salire al 138,9% nel 2025 e al 139,8% nel 2026, invertendo il trend di lieve discesa della Nadef”.

A pesare tantissimo è il Superbonus

Il timore
Il ministro delle Finanze Giancarlo Giorgetti (Ansa Notizie.com)

A pesare sullo stock del debito è “l’impatto devastante del superbonus e simili”, spiega il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. ”L’andamento del debito è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa dal pagamento dei crediti fiscali del superbonus nei prossimi anni.

Questa enorme massa di 219 miliardi di crediti edilizi scenderà in forma di compensazione nei prossimi anni, e diventeranno a tutti gli effetti debito pubblico, anche ai fini contabili”, aggiunge. Da qui l’avvertimento ai furbetti della moneta fiscale.

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