Erdogan sconfitto alle amministrative, l’esperto a Notizie.com: “A rischio le scelte sulle politiche migratorie in Turchia”

Anche Erdogan ha ammesso la sconfitta alle elezioni amministrative, che hanno visto i candidati del suo partito Akp perdenti ad Ankara e Istanbul. 

Ekrem Imamoglu e Mansur Yavas hanno battuto i candidati sostenuti dal presidente turco, che è stato rieletto solo l’anno scorso, nel 2023.

A pesare, il voto delle donne ma anche il fatto che l’opposizione laica del CHP ha cambiato leadership. La nostra analisi con Francesco Di Nisio, politologo e presidente dell’Associazione italiana dottori in scienze politiche (Aidosp).

Erdogan sconfitto alle amministrative, l'esperto a Notizie.com: "A rischio le scelte sulle politiche migratorie in Turchia"
Erdogan sconfitto alle amministrative, l’esperto a Notizie.com: “A rischio le scelte sulle politiche migratorie in Turchia” (Ansa Foto) – notizie.com

Dottore, cosa ha sancito la vittoria dei repubblicani alle amministrative in Turchia?
I partiti di opposizione parlano di una svolta storica. Il voto non rappresenta solo la ribellione delle donne, ma dell’intero popolo. I cittadini seguivano Erdogan perché così funziona in uno Stato autoritario, ma ora vogliono voltare pagina. Ma era già nell’aria”.

Intende dire che Erdogan sapeva che avrebbe perso?
Sì. In un comizio a Istanbul ha dichiarato che queste sarebbero state le sue ultime elezioni e che gli ultimi cinque anni sono stati perso. Credo che sia stata un’ammissione della disfatta politica, anche se dicendolo apertamente l’elettorato potrebbe apprezzare l’onestà intellettuale. Ma in Turchia ci sono problemi molto seri, sociali e politici, che hanno portato a questo risultato: la vittoria del partito repubblicano nazionalista e laico. Questo fa una grande differenza e rappresenta un cambio di passo tra un partito religioso e uno laico”.

Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul
Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul (Ansa Foto) – notizie.com

Quali sono i problemi?
Sono tre: la grave crisi economica è il primo. In Turchia l’inflazione è sopra il 60%, la lira è svalutata e i prezzi sono alle stelle. Questo colpisce le classi più basse e le piccole-medio imprese. L’altro punto è la gestione dei centri urbani. Il traffico, l’inquinamento, il sovraffollamento, ha creato un grave disagio sociale nelle grandi città, che ha pesato molto. Il terzo problema è il cambio della leadership del partito di opposizione, che evidentemente è meno allineato alle politiche di Erdogan. Prima non c’era una leadership forte, ora sì”.

Cosa cambierà in Turchia?
Nuove strategie e nuove alleanze hanno portato una ventata di aria fresca e determinato una svolta. Le amministrative rappresentano una sorta di referendum popolare sulla scelta del futuro presidente della Turchia, quindi del suo futuro politico. A livello interno ci saranno tante novità. Ma per quanto riguarda le relazioni internazionali potrebbero esserci dei problemi”.

Quali?
Uno riguarda la gestione dei flussi migratori e l’accoglienza dei numerosi rifugiati che hanno creato, in parte, questo vento contro il sistema Erdogan. Se internamente in Turchia ci saranno dei miglioramenti, potrebbe non essere così all’esterno, vedremo quali decisioni prenderanno”. 

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