Controllo di routine in ospedale, i medici sbagliano cartella e la fanno abortire

Una donna incinta si era recata in una struttura ospedaliera per dei semplici controlli, ma un errore medico la fa abortire

Fare il medico è un lavoro soddisfacente, perché permette di salvare numerose vite e aiutare le persone in difficoltà. Allo stesso tempo, però, chi sceglie questa strada è consapevole di non poter commettere errori, neanche sui minimi dettagli. Un leggero sbaglio può rivelarsi drammatico, una svista decisiva per decretare il destino del proprio paziente. In tal senso è imperdonabile quanto accaduto negli scorsi giorni in Repubblica Ceca. Una donna incinta si era recata presso una struttura medica per dei controlli, ma le cose sono andate diversamente rispetto a quanto si aspettava.

Controllo di routine in ospedale, i medici sbagliano cartella e la fanno abortire
Donna incinta -Notizie.com

Giunta nell’ospedale Bulovka nella città di Praga, infatti, questa è stata prima anestetizzata e poi sottoposta ad un intervento ginecologico. Nel corso di questo i medici hanno attuato la rimozione del tessuto della gravidanza, provocando in questo modo un aborto spontaneo. Un errore inizialmente incomprensibile, nato da uno scambio delle cartelle cliniche avvenuto al momento della sua accettazione. Il suo profilo è stato confuso con quello di un’altra donna che con lei condivideva le origini asiatiche e che era attesa nel medesimo periodo. Dietro a questo incidente però ci sarebbe una spiegazione che nonostante non scagioni dottori e infermieri, quanto meno offre una lettura logica dell’evento.

Un fraintendimento linguistico

Secondo quanto riporta la redazione di CNN Prima News, la causa di quest’abbaglio sarebbe individuabile in un’incomprensione linguistica. La vittima, infatti, non era capace di parlare o comprendere né il ceco, né il tedesco – seconda lingua più parlata sul territorio-. Questa limitazione non gli avrebbe permesso di capire la spiegazione fattagli dal dottore prima di intervenire in sala operatoria. Tuttavia ha deciso di firmare la liberatoria, nonostante su questa fosse scritto il nome di un’altra persona. Questo avrebbe liberato la mente dei medici da ogni genere di dubbio, consentendogli di proseguire.

Un fraintendimento linguistico
Camice di un dottore Notizie.com

Un avvenimento tragico e che con ogni probabilità avrà delle conseguenze a livello giudiziario. La donna ha contattato il suo avvocato con l’intenzione di portare in tribunale i colpevoli di questo ‘equivoco’, ritenendo inaccettabile come scusa la barriera linguistica. Al riguardo – ai microfoni dell’emittente televisiva locale – si è espresso anche il legale che difenderà i suoi interessi: “Il personale avrebbe dovuto rendersi conto che il paziente non aveva compreso il contenuto della dichiarazione. Avrebbe potuto scongiurare questo problema assumendo un interprete, superando ogni tipo di ostacolo“. Starà al giudice ora decretare di stabilire quale delle due parti chiamate in causa abbia ragione: se salvare le istituzioni sanitarie o condannarle.

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