Regionali Sardegna, Verzichelli (Sisp) a Notizie.com: “Piccola rivincita per Salvini, ma non ci sarà uno strappo con Meloni”

Alessandra Todde è la nuova presidente della Regione Sardegna. La candidata del campo largo Pd-M5S ha vinto per una manciata di voti contro il sindaco uscente di Cagliari Paolo Truzzu.

Il centrodestra esce sconfitto dalle elezioni regionali dell’isola, con un candidato fortemente voluto dal primo partito della maggioranza, Fratelli d’Italia.

Il campo largo del centrosinistra ottiene la prima vittoria che conta dal 2022, con la prima donna alla presidenza di una Regione. Ma come stanno davvero le cose? Ne abbiamo parlato in esclusiva con Luca Verzichelli, presidente della Società italiana di Scienza Politica (Sisp) e professore ordinario dell’Università di Siena.

Regionali Sardegna, Verzichelli (Sisp) a Notizie.com: "Salvini toglie sassolino dalla scarpa, ma nessuno strappo enorme"
Regionali Sardegna, Verzichelli (Sisp) a Notizie.com: “Salvini toglie sassolino dalla scarpa, ma nessuno strappo enorme” (Ansa Foto) – notizie.com

Professore, cominciamo l’analisi dal centrosinistra. Il Pd fa leva sulla vittoria del cosiddetto campo largo, ma trova il muro del Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte non dà affatto il merito di questa vittoria al campo largo e fa i complimenti alla grillina Alessandra Todde per il lavoro fatto.
Conte si è subito affrettato a parlare di “scelta giusta” di fronte a una definizione di campo largo, che non rientra nella strategia del Movimento 5 Stelle. Fin dall’inizio ha rifiutato categoricamente l’attribuzione di una candidatura attraverso le primarie, tipiche del Pd, quindi ha allontanato il tentativo di personalizzare il volto di Todde. Ricordiamo che quella del centrosinistra è una vittoria di misura: fatti tutti i conti, è un po’ difficile attribuire i numeri ai singoli partiti. Possiamo dire che qualche centinaio di voti di scarto sono relativamente casuali”.

Qual è la percezione che viene fuori?
Da un lato, questo rafforza la percezione di Conte, ma anche quella opposta di una vittoria di strategia. La scelta del Pd e del centrosinistra di affiancare la 5 Stelle Todde appare giusta, di responsabilità e di continuità dell’opposizione rispetto alla strategia nazionale della destra. Capisco l’impostazione che dà Conte alla propria interpretazione, ma Schlein ha i suoi motivi per gioire: potrà sempre dire di essere stata l’unica a favorire una prima inversione di trend rispetto al 2022 e la vittoria per la prima volta di un governatore 5 Stelle. A ciò si aggiunge che Todde è la prima donna governatrice: la strategia della segretaria del Pd è per la prima volta vittoriosa”.

Conte intervista vittoria regionale Sardegna
Giuseppe Conte, Alessandra Todde, Elly Schlein – Notizie.com – © Ansa

Passiamo al centrodestra. Sulle preferenze a Truzzu sembra aver pesato il voto disgiunto: secondo alcuni c’è la mano della Lega dietro, che potrebbe aver remato contro il candidato di Fratelli d’Italia imposto dalla premier Giorgia Meloni a sfavore di Christian Solinas. Che ne pensa?
Matteo Salvini è chiaramente il leader alternativo a Giorgia Meloni: prima di lei era il candidato leader del centrodestra, è stato vicepremier e premier in pectore. In più occasioni ha cercato di scavalcare a destra la premier assumendo posizioni che potremmo definire populiste e di destra. La competizione tra loro è molto più forte di quanto non lo sia con altri leader della maggioranza. È evidente che di fronte al rifiuto di Meloni di accordare un’altra chance a un governatore in quota Lega, con la sconfitta di Paolo Truzzu, Salvini estrae il cosiddetto sassolino dalla scarpa”. 

Ci saranno conseguenze in maggioranza?
La posta in gioco è elevata. Si voterà anche in Abruzzo e in Veneto, regione molto importante per il centrodestra. Non credo che l’esito delle elezioni in Sardegna genererà strappi enormi. Dopotutto si sa: le competizioni regionali sono test, ma quando finiscono smettono di esserlo e diventano ragione di una buona amministrazione che le coalizioni cercano di dare. Non vedo grossi elementi di perdurante conflitto su questi temi. Ce ne saranno altri più importanti sulle policy che dividono il centrodestra”.

Paolo Truzzu
Paolo Truzzu (Ansa Foto) – notizie.com

Si riferisce al terzo mandato dei governatori?
Il terzo mandato è una scelta tecnica, ma siamo nell’ambito dei meccanismi istituzionali ed è una cosa molto specifica della classe politica che non interessa molto agli elettori”.

Allora su cosa potrebbero dividersi?
Penso che Lega e Fratelli d’Italia possano dividersi su altri temi, come le riforme costituzionali, il premierato. E penso che sulla giustizia non ci siano esattamente le stesse sensibilità. Infine, in politica estera ed europea, Meloni è orientata verso una posizione di ponte per confermare Ursula von der Leyen, mentre la Lega è più sovranista”.

Torniamo alle regionali in Sardegna. Se da un lato la Lega ha avuto ragione sulla scelta di Truzzu, dall’altro Fratelli d’Italia accusa il Carroccio di non aver governato bene.
Se andiamo a vedere le evidenze empiriche, hanno ragione entrambi. Rumori esistevano già prima. Poi c’è stata la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Solinas. Ma calo di consensi a Truzzu è molto evidente a Cagliari. Dall’altra parte però, si può considerare strumentale la difesa di Solinas da parte della Lega: lui non era neanche stato scelto da Salvini. Sembra tutto un enorme uso strumentale della politica nazionale del centrodestra, di una Regione che tutto sommato non offre una grande centralità e non ha un fortissimo impatto finanziario. Quindi, rispetto a queste argomentazioni, prevale da entrambe le parti un uso strumentale”.

Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Paolo Truzzu
Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Paolo Truzzu (Ansa Foto) – notizie.com

Le elezioni in Sardegna influenzeranno le altre Regioni?
Questo è un aspetto interessante. Negli anni si è consolidata una certa autonomia, anche favorita da una totale asincronicità delle elezioni regionali che ormai sono staccate l’una dall’altra. Viene meno, ma non si azzera, l’effetto di second’ordine er cui si pensa sempre allo scenario internazionale. Però si consolida una certa attenzione sull’operato da parte degli elettori e questo potrebbe far venire meno l’effetto trascinamento. In Abruzzo per esempio, Marco Marsilio potrebbe rivelarsi più forte. Ma è difficile dire quanto questi numeri possano tenere, perché con l’astensione intorno al 50%, la differenza che spinge un candidato governatore al paradiso o all’inferno è piccola. Andrei cauto”.

A proposito di astensionismo: ha votato il 52,4% dei cittadini sardi, un punto in meno rispetto al 2019. Cosa dice questo dato?
Ci aspettavamo il calo di affluenza perché è il trend. La Sardegna ha votato l’ultima volta nel 2019, prima di un’ulteriore fase di disincanto e apatia che si è accavallata alla pandemia. Tutto sommato, dati i tempi, l’elettorato ha votato comunque in modo significativo. Il calo non è particolarmente accentuato ma il trend rimane in discesa. Considerando che le regionali sono importanti per le risorse che muovono e per il tipo di governo che legittimano e che in Italia, il federalismo, piaccia o no, in questi 20 anni si è affermato, non è un buon segnale per la democrazia”.

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