Uccide moglie e figli, le prime risposte dalle indagini: per i cc niente dubbi

Uccide moglie e figli, iniziano ad arrivare le prime risposte in merito alle indagini: per i carabinieri non ci sono dubbi

Una comunità, quella di Altavilla Milicia (provincia di Palermo), decisamente sotto shock per quanto accaduto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Un uomo di 54 anni, Giovanni Barreca, ha ucciso sua moglie ed i suoi due figli. Le vittime si chiamavano Antonella Salamone, Emanuel (5) e Kevin (16). In tutta questa tragedia un’altra sua figlia (17) è riuscita fortunatamente a salvarsi. Nel frattempo le indagini da parte dei carabinieri continuano ad andare avanti. Allo stesso tempo iniziano ad arrivare già delle prime e significanti risposte.

L'ombra della setta secondo i carabinieri
Strage di Palermo (Ansa Foto) Notizie.com

Un triplice omicidio avvenuto all’interno della loro villetta. L’uomo, di mestiere muratore, potrebbe non avere agito da solo. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, infatti, pare che si sia fatto aiutare da una coppia palermitana. Nel frattempo si sono aperte le porte del carcere (‘Pagliarelli‘) non solamente per il 54enne, ma anche per i due che lo avrebbero, appunto, aiutato. L’uomo ha detto ai carabinieri di aver ucciso la moglie ed i figli perché erano “posseduti da Satana“.

Strage Palermo, l’uomo che ha ucciso moglie e figli: “Volevo liberarli dal demonio”

L’uomo ha dato fuoco al corpo della donna. Il suo corpo è stato trovato carbonizzato e sepolto nel giardino della casa di Altavilla Milicia. Dopo 36 ore dal dramma ha chiamato i carabinieri ammettendo quello che aveva appena compiuto. L’uomo si è fatto trovare ed arrestare in quel di Casteldaccia. La figlia, come annunciato in precedenza riuscita a salvarsi, ha raccontato agli inquirenti che l’uomo ripeteva la solita f frase: “Ci sono presenze demoniache qui“. Insomma, voleva liberare loro dal “demonio“. Un vero e proprio esorcismo.

L'ombra della setta secondo i carabinieri
Strage di Palermo (Ansa Foto) Notizie.com

Da capire se la ragazza sia riuscita a sfuggirli oppure risparmiata dall’uomo. La cosa certa è che la minorenne è inevitabilmente sotto shock. Una delle vicine di casa della famiglia ha parlato di una certa “preferenza” dell’uomo nei confronti di lei. Non è da escludere, quindi, che possa essere rimasta in casa per 36 ore dopo la strage. Così come non lo è il fatto che possa essere stata drogata. Ora si trova in una comunità protetta. I suoi fratelli, invece, hanno avuto la peggio. Una morte altrettanto orribile visto che sono stati strangolati.

Uno con le mani mentre l’altro con l’utilizzo di una catena trovata attorno al collo ed accanto al cadavere del fratellino. Nel frattempo si continua ad indagare sul passato dell’uomo. Sui social network è emerso che, in passato, si definiva il “Soldato di Dio” e che combatteva per il Regno di Dio. Sotto shock anche il sindaco della cittadina, Pino Virga, che lo descrive come una persona riservata e che in giro si faceva vedere molto poco. Mai, però, avrebbe pensato che potesse fare qualcosa del genere.

A differenza della vicina che parlava di un uomo che “faceva paura” e che “parlava sempre del Diavolo” oltre al fatto che picchiasse la moglie. La zia e la nonna della vittima hanno rivelato agli inquirenti di come l’uomo si fosse avvicinato alla religione in maniera preoccupante. Tesi confermata dallo stesso Muratore durante l’interrogatorio. Una coppia, che avrebbe potuto aiutarlo, è stata portata in caserma a Bagheria dove è stata ascoltata per diverse ore. Proprio loro lo avrebbero potuto avvicinare a questo fanatismo religioso.

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