Bruzzone: “La strage di Palermo? C’erano tutti i segnali del padre e chi frequentava”

La nota criminologa spiega a Notizie.com il suo pensiero su un dramma che si poteva evitare: ho dato un’occhiata al volo al suo profilo Facebook e mi è sembrato allarmante”

Un qualcosa di raccapricciante, talmente paradossale che, a pensarci e rifletterci per bene, non può sembrare vero. Un padre che ammazza la moglie, le dà fuoco e poi uccide i due figli per un rito satanico, in preda a un delirio perché era convinto che i suoi due figli e la moglie “erano posseduti dal demonio”. Una storia che fa accapponare la pelle e che si stenta a credere sia successa per davvero. Quasi non si sorprende la famosa ed esperta criminologa Roberta Bruzzone che davanti a una simile situazione e fatto di cronaca ammette di essere “inorridita“, ma che al tempo stesso a Notizie.com spiega che, purtroppo e per l’ennesima volta, “anche in questo singolo caso come in tanti altri, i segnali di un qualcosa che non andava, c’erano tutti e si poteva cercare di prevenire e fare di più rispetto a quello che non si è fatto“.

La tragedia
La drammatica storia della famiglia di Palermo uccisa dal padre (Ansa Notizie.com)

Per la dottoressa e criminologa Roberta Bruzzone quasi non ci sarebbe da stupirsi per quello che è successo, considerati i segnali evidenti, anche perché lei stessa osserva: “Non so molto di questa situazione bruttissima avvenuta a Palermo, se non leggendo alcuni dettagli di cronaca, ma sono andata a vedere il profilo Facebook di questa persona e, sinceramente, sono rimasta allibita nel vedere situazioni allarmanti all’interno del profilo e si capisce chiaramente che, vedendo foto e anche modo di scrivere ed esporre determinate cose ci fossero dei deliri mistici allarmanti e preoccupanti. E solo da questi segnali si potevano quanto meno capire determinate cose“.

“Se i racconti dei vicini sono veri, il profilo del soggetto era inquietante, qualcosa preventivamente si poteva fare”

La criminologa
La nota criminologa Roberta Bruzzone prima di un convegno (Ansa Notizie.com)

In maniera e modi diversi, casi come questi la criminologa Roberta Bruzzone ne ha visti diversi, con soggetti che presentavano già delle situazioni allarmanti, tanto che ci tiene a spiegare: “Leggo attraverso giornali e altro che i vicini di casa parlavano di questo signore come di una persona che metteva timore, anche per come si comportava e per quello che faceva. Ho letto anche che la famiglia era quasi del tutto isolata, che i figli non avevano nemmeno i libri per andare a scuola, dispiace dover leggere queste cose in questo nostro tempo e sinceramente, per maniera e modi diretti, non so se questo corrisponda alla verità o meno, ma se queste cose che ho letto e ho visto in alcune interviste in televisione, fosse vere, beh allora ancora una volta ci troveremo davanti a situazioni che si poteva in qualche modo prevenire, mi dispiace ma davanti a questo genere di cose c”è anche una responsabilità di chi poteva prendere in mano una situazione di questo genere. E quando noto e sento queste cose, resto amareggiata perché, purtroppo i segnali, mi sembra fossero chiari, ma prima non dopo…

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