Porro: “La sinistra ha perso ma vuole ancora decidere…”

Il noto conduttore televisivo e vice-direttore de Il Giornale spiega il suo pensiero sul panorama politico nazionale

Camminare e andare avanti, senza voltarsi indietro, non per mancanza di rispetto, ma per spingere perché bisogna farlo. E mai come adesso. Il giornalista Nicola Porro parla al quotidiano Il Giornale e, oltre a ricordare e presentare, la sesta edizione della Ripartenza che si terrà venerdì 2 febbraio al centro congressi della Fondazione Cariplo a Milano, cerca di fare il punto della situazione del momento politico, anche se parte dalla giustizia italiana che, in qualche modo, come da sempre accade, frena la crescita per alcune decisioni che lasciano perplessi. Alcuni procuratori che hanno la libertà, e Porro sottoscrive che deve essere mantenuta, ma va usata con “intelligenza e logica, con saggezza“.

Il giornalista
Il giornalista e noto conduttore televisivo Nicola Porro (Ansa Notizie.com)

Nicola Porro è rimasto impietrito da quello che sta succedendo con l’industria e una in particolare, con il caso Ilva. Per il giornalista si è trattato di “un furto giudiziario e mediatico” nei confronti della famiglia Riva, i proprietari legittimi di quello che era considerato un gioiello dal punto di vista economico e anche produttivo. Un patrimonio dell’Italia che è stato deturpato secondo Porro da una magistratura che non si è resa conto di quello che stava facendo. E ora non si può più tornare indietro.

“In questo momento c’è la sinistra che continua a urlare e a sbraitare”

La scelta
L’aula del Parlamento italiano (Ansa Notizie.com)

La giustizia è un tema fondamentale, importante secondo Nicola Porro, ma è anche vero che nel panorama politico nazionale c’è un governo che sta cercando di attuare alcune riforme essenziali provando a inserire leggi più semplici e chiare. E riguardo all’economia, altro volano fondamentale per un paese e un governo che cerca di risalire la china, per questo non si può demonizzare la Meloni che ha sempre detto e fatto alla fine, portando le “poche risorse alle fasce più deboli”.

E poco importa secondo Porro, che sia stato fatto poco per quei redditi medio-alti che sono le persone che reggono e portano avanti l’Italia. Più avanti determinate cose di rivedranno e miglioreranno, sostiene il giornalista che poi torna su una questione che l’ha fatto sorridere, come le nomine, una in particolare, quella legata al Teatro di Roma, con la scelta su Di Fusco, tanto che Porro sottolinea un concetto sul fatto che “hanno gestito queste nomine per decenni e ora che non tocca più a loro si mettono a urlare”. Secondo Nicola Porro è uno dei classici “altarini della sinistra” e chiude che, a suo parere, in “un Paese normale avremmo riso“, adesso se ne parla come se fosse uno scandalo.

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