Morte Giovanna Pedretti, la Procura indaga su una nuova pista

Morte Giovanna Pedretti, la Procura valuta una nuova pista: gli ultimi aggiornamenti 

E’ sempre più giallo attorno alla morte di Giovanna Pedretti, la ristoratrice della pizzerie “Le Vignole” in quel di Sant’Arcangelo Lodigiano (provincia di Lodi) diventata famosa per aver risposto ad una recensione omofoba e contro i disabili. La Procura della città in questione sta indagando su una nuova pista, ovvero quella che ha portato all’istigazione al suicidio della donna. Ricordiamo che il suo corpo è stato ritrovato, senza vita, nei pressi del fiume Lambro.

Si indaga per istigazione al suicidio
Morte Giovanna Pedretti, nuova pista della Procura (Ansa Foto) Notizie.com

Uscita di casa verso le quattro del mattino di domenica 14 gennaio il marito, preoccupato dal suo non rientro, ha lanciato l’allarme e denunciato la scomparsa. Poi il ritrovamento della vettura prima e del corpo poi. Le indagini continuano ed emergono nuovi ed importanti dettagli in merito alla convocazione avuta dalla donna da parte dei carabinieri. I militari dell’arma, infatti, volevano avere delucidazioni in merito alla recensione. La stessa che, secondo buona parte del web, era fasulla.

Morte Giovanna Pedretti, il racconto della donna ai carabinieri prima di morire

L’autore della recensione in questione poteva essere perseguibile per incitamento all’odio razziale. Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa” la donna ha raccontato che la recensione su Google era stata pubblicata nel mese di aprile dello scorso anno. Questo pseudo cliente si lamentava del fatto che era stato fatto accomodare vicino ad una coppia di gay e ad un ragazzo disabile. Un qualcosa che gli aveva provocato un certo disagio. La ristoratrice gli aveva risposto che non era più il benvenuto nella sua pizzeria.

Si indaga per istigazione al suicidio
Morte Giovanna Pedretti, nuova pista della Procura (Ansa Foto) Notizie.com

Ai carabinieri ha raccontato che se ne era dimenticata e che per molto tempo aveva lasciato nel suo telefono la foto del commento senza replicare. Anche perché la recensione di questo S. era stata cancellata. Non solo, la Pedretti lo avrebbe anche riconosciuto proprio questo cliente.

Sempre agli inquirenti ha rivelato di essersi ricordata della recensione nel suo telefono. Dopo aver scritto la risposta con l’aiuto di un “programmino” avrebbe unito lo screenshot del commento e quello della risposta. Poi la pubblicazione su Facebook. Anche se non avrebbe raccontato la storia della recensione rimossa e della risposta successiva rispetto ai fatti. Nello stesso screenshot si legge che la pubblicazione del commento risale a “18 ore fa”, quella della risposta a “16 ore fa”. Una simulazione e falsificazione anche dell’orario.

Una vicenda, quella della recensione, che si era diffusa in tutto il Paese. Tanto è vero che anche la troupe del Tg3 l’ha intervistata per avere più informazioni in merito. Anche se la ristoratrice, in quella occasione, appariva molto in difficoltà visto che in molti insinuavano che quello scritto fosse un falso: “Non ho una risposta da darti, guardami negli occhi. Mi dispiace, non so che cosa dirti. Avevo allargato la mia risposta perché volevo fosse ben leggibile. Non vorrei essere caduta in una trappola, in un tranello“.

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