Italiano in carcere in Costa d’Avorio, l’appello del figlio: “Il Governo ci aiuti”

Il calvario di un italiano in carcere in Costa d’Avorio continua. Il figlio lancia un nuovo allarme e chiede aiuto al governo guidato dal premier Meloni.

Maurizio Cocco continua ad essere in carcere in Costa d’Avorio. Come ricordato da Il Messaggero, il nostro connazionale si era trasferito in questo Paese per lavorare nel settore delle costruzioni. A giugno 2022, però, sono scattate le manette per una operazione contro il narcotraffico e il riciclaggio.

Appello figlio imprenditore Cocco
L’imprenditore Cocco è ancora in carcere in Costa d’Avorio – Notizie.com – Foto Facebook

Accuse che l’uomo ha respinto dal primo momento ed ora a dargli ragione ci sono anche le carte. Ma per il momento i giudici non hanno ancora concesso la libertà e per questo motivo il figlio ha deciso di fare un appello importante.

“Le accuse sono cadute subito dopo”

Appello figlio imprenditore Cocco
Il figlio dell’imprenditore si è appellato al premier Meloni – Notizie.com – © Ansa

Francesco Cocco, citato da Il Messaggero, spiega che “in Costa d’Avorio lo hanno arrestato per traffico internazionale di stupefacenti, ma le accuse sono cadute subito dopo. Gli hanno contestato anche il riciclaggio. In questo caso è stato provato che si trattava di un nomale scambio per questioni di lavoro. Ora gli addebitano l’evasione fiscale, ma, come era successo nei casi precedenti, non hanno alcuna carta o straccio di verifica. Nel frattempo mio padre, da innocente, si è fatto già oltre un anno e mezzo di carcere“.

E poi l’appello al governo: “Sappiamo che i rapporti tra i due Paesi sono buoni e un nostro cittadino non può essere abbandonato così, senza la possibilità di avvalersi dei propri diritti, arrestato con accuse rivelatesi infondate e ora, dopo 19 mesi, ancora in carcere per una presunta evasione fiscale puntata dal nulla. La premier Meloni e il ministro Tajani ci aiutino. Non so ancora per quanto mio padre potrà sopportare questa situazione“.

Impostazioni privacy