Sci e psicanalisi, la psichiatra Adelia Lucattini a Notizie.com: “Rilassa, tranquillizza, ristora”

“Lo sci avvicina a se stessi, rilassa, tranquillizza, ristora: è un ottimo antistress e ansiolitico. Con gli sci è possibile raggiungere luoghi che altrimenti non sarebbero visitabili: stimola la curiosità e infonde coraggio”. Lo ha detto a Notizie.com la Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association

Lo sport si sa  rappresenta per moltissime persone un momento di benessere psicofisico e di socialità, aiuta tutti gli atleti, agonisti e amatoriali, ad entrare in contatto profondo con le proprie emozioni e ad imparare a gestirle con naturalezza.

Sci e psicanalisi, quali i benefici? Ce lo dice la Dottoressa Lucattini
Sci e psicanalisi, quali i benefici? Ce lo dice la Dottoressa Lucattini, foto Notizie.com

Inoltre, abitua a darsi degli obiettivi fondamentali per raggiungere traguardi importanti e allenare la propria mente a rilassarsi per migliorare le proprie performance. Ma oggi in particolare, affrontiamo con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Psichiatra e Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, il tema del benessere psicofisico legato allo sci.

Dott.ssa Lucattini, quali benefici offre lo sci?

“Lo sci aumenta la consapevolezza di sé e del proprio corpo, la coordinazione, il sapersi muovere con un equipaggiamento indosso, che impegna tutto il corpo, non solo gambe e piedi. Imparare una nuova tecnica, affrontare le discese, dà sicurezza e rende orgogliosi dei propri risultati. Inoltre, è un modo per conoscere la montagna e posti nuovi che si possono raggiungere soltanto sugli sci. Misurarsi con le piste padroneggiando sempre meglio la tecnica, infonde fiducia nei propri mezzi e capaci di affrontare gli “ostacoli” per gradi, aumentando poco alla volta il grado di difficoltà.
Psicologicamente, la diversa prospettiva da cui si guardano le cose, abbracciare montagne e valli con lo sguardo, orienta le prospettive mentali, amplia le vedute, abitua alla diversità e alla complessità. Importantissime, le nuove esperienze sensoriali, il colore bianco della neve, i boschi, il vento, il sole d’inverno, il silenzio, il diverso suono della propria voce, l’eco, il tipico fruscio degli sci che solcano la neve, sono esperienze che a partire dai cinque sensi, si stratificano e radicano naturalmente nell’inconscio. Tutti questi fattori espandono la capacità di pensare. L’essere circondati da paesaggi meravigliosi, da viste di cime incontaminate e pendii alberati insegna a valorizzare e apprezzare le ricchezze naturali. Inoltre, le montagne stimolano l’immaginazione, migliorano la capacità di osservazione ed espandono il piacere fisico e la sensazione di tranquillità”.

Sci e psicanalisi, la psichiatra Adelia Lucattini a Notizie.com: “Rilassa, tranquillizza, ristora”

La psicoanalista Adelia Lucattini a Notizie.com
La psicoanalista Adelia Lucattini a Notizie.com, foto Notizie.com

Cosa insegna in particolare lo sci?

“Lo sci insegna a osservare le persone nel loro elemento naturale, l’osservazione in psicoanalisi come nella vita è la base di ogni apprendimento. Sciare mette in condizione di apprendere a osservare se stessi e apportare cambiamenti sulla base delle proprie riflessioni. Inoltre, ci porta a concentrarci e a guardare dove ci si trova in quel preciso momento e a fare ciò che è necessario nell’ hic et nunc, per poter raggiungere il punto di arrivo che ci si è prefissati. Alla fine del percorso, voltarsi a guardare la montagna rende consapevoli del percorso, soddisfatti dei propri sforzi, orgogliosi dei propri sforzi e di se stessi.
Lo sci insegna che il sacrificio paga, sempre, abitualmente è legato a periodi di vacanza, a una pausa dalla nostra vita di tutti i giorni, ma può essere un modo di pensare e una buona abitudine da inserire nelle proprie abitudini. Lo sci come modus vivendi, non solo come attività sportiva. Preparandosi a solcare le nevi s’imparano molte cose: la giusta attrezzattura per ogni disciplina (sci alpino, fondo, snowboard, Telemark, sci-alpinismo, etc.); il valore di “guadagnarsi” ogni metro tra curve, discese e risalite; la sicurezza personale e degli altri, le regole necessarie da rispettare (l’uso del casco, le precedenze, et.); il rispetto del livello tecnico del proprio partner o degli amici, senza forzarli se più capaci e senza sentirsi “inferiori” se principianti. Ognuno ha una propria padronanza della disciplina, un proprio stile, propri tempi e obiettivi personali. Appresa la tecnica, ognuno si avventura dove vuole, quanto crede, dove può, senza forzarsi né dover dimostrare nulla a nessuno. Lo sci insegna la solidarietà, ognuno scia da solo, ma nel contempo, insieme agli altri. La sicurezza non è un’“optional”, la montagna ha le sue regole e vanno rispettate. La montagna chiama compagnia e chiede di essere sempre sobri, di essere vigili seppur nel divertimento, invita alla prudenza. Non c’è divertimento senza sicurezza”.

Perché insegnare lo sci ai bambini?

Sciare è molto divertente, inoltre è ottimo per i piccoli sempre alla ricerca di novità, curiosi di imparare e alla scoperta di “avventure”, che in montagna sono sempre entusiasmanti. I bambini sono desiderosi di conoscere e naturalmente portati verso attività diverse da quelle abituali, purché queste, siano insieme ai genitori o adulti che conoscono, come i loro insegnanti. Se lo sci è appreso da piccoli unisce il piacere per questa attività all’amore per la montagna, l’apprendere una disciplina, giocando a fare esperienze stando in gruppo, il movimento in un ambiente benefico per salute.
Imparare a sciare da piccoli è il momento migliore, perché i più piccoli si appassionano rapidamente alla neve e apprendono velocemente, in modo intuitivo, gli automatismi di questo sport. È una sorta di “imprinting”, che resta nella memoria inconscia, fisica, psichica e sensoriale per tutta la vita, associato al ricordo e al piacere di quei momenti”.

Lo sci, oltre ad allenare i muscoli e il cuore, può ridurre lo stress? E se è si, in che modo?

“Certamente è un ottimo sport per mantenere i bambini in una buona forma fisica, migliorando la loro salute, dell’apparato muscolo-scheletrico, respiratorio e cardiovascolare. Migliora l’elasticità, la forza, il benessere generale, infonde una sensazione di piacere attraverso la liberazione di endorfine. Inoltre, essendo uno sport praticato in altura, aiuta quei bambini che soffrono di asma allergico, per la rarefazione dell’ossigeno favorisce l’aumento dei globuli rossi, che rimane anche al rientro a casa. Di cruciale importanza per il benessere psicologico è il silenzio tipico della vita in montagna. Un adeguato periodo di “disintossicazione” dall’inquinamento acustico, in cui i bambini sono immersi in città, in classe, in palestra, a casa, è senz’altro fondamentale. Inoltre, è un ambiente privilegiato in cui non è possibile utilizzare gli strumenti elettronici o in caso, solo per poco tempo”.

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