Donne protagoniste del 2023: le 100 che hanno lasciato il segno

Da Giorgia Meloni a Giulia Cecchettin: l’ultimo anno è stato contrassegnato dalla forte presenza femminile. Il Corriere della Sera ha realizzato un dossier, elencandone le più rappresentative

Un anno da ricordare e incorniciare a tinte rosa. Nel bene e, purtroppo, anche nel male. Un 2023 all’insegna delle donne. E che donne. Personaggi e menti illuminate che hanno lasciato un segno in questo anno complicato e anche bello sotto tanti punti di vista, dalla politica alla scienza, all’economia, allo sport e allo spettacolo. Ma, purtroppo, è stato un 2023 atroce anche per tante povere donne che non ci sono più e che sono state costrette a subire atti terribili, infami e vergognosi. Cose orribili accadute ancora in Ucraina per via delle guerra con la Russia, quanto è accaduto il 7 ottobre con il vile atto dei terroristi di Hamas che hanno stuprato e ucciso ragazze indifese, ma anche i 108 femminicidi che ci sono stati in Italia in questo ultimo anno.

L'immagine
Il presidente del Consiglio Meloni con la presidente della Commissione europea, von Der Leyen, durante la ricognizione aerea delle aree dell’Emilia-Romagna colpite da alluvioni, frane e smottamenti, 25 maggio 2023 (Ansa Notizie.com)

In un lungo dossier il Corriere della Sera ha dipinto alcuni tratti di donne che hanno rappresentato un esempio in questo 2023 che si sta chiudendo e che ha lasciato comunque dei segni importanti, proprio grazie alle decisioni e ai comportamenti di alcuni personaggi che si sono contraddistinte. Tra le prime, e probabilmente più rappresentative, non poteva non esserci il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo la rivista Forbes la quarta donna più potente al mondo, che ha vissuto un anno intenso e pieno alla guida di un paese che non aveva mai avuto un Primo Ministro donna. E, a prescindere da chi la apprezza o meno, il suo è stato un lavoro immenso, e questo le viene riconosciuto dalla stampa internazionale che la osserva con occhi e giudizi diversi rispetto a quelli che ci sono nel Belpaese. Una nota di merito, non c’è che dire. “Più volte con la sua azione ha smentito le grida di battaglia di quando era all’opposizione, eppure il consenso (per ora) non sembra averne risentito“, scrive il CorSera. E subito dietro a lei ci sono la Ursula von Der Leyen e Roberta Metsola, rispettivamente presidente della Commissione Europea e presidente del Parlamento Europeo. Entrambe si sono messe in evidenza come forti e potenti rappresentanti delle istituzioni Ue e soprattutto per il loro “sostegno incondizionato all’Ucraina anche quest’anno è stato uno dei cardini dell’azione politica” di entrambe. Tutte e due, inoltre, sono state vicinissime all’Italia in tragedie come l’alluvione in Emilia Romagna o quanto accaduto a Lampedusa, e non solo.

Donne brutalmente uccise: da Giulia a Michelle, a Concetta e fino a Vanessa

La lista dell'orrore
Le foto di tutte le donne uccise nel 2023 (Ansa Notizie.com)

Per restare nel campo politico non si può non citare Elly Schlein, l’esatto opposto in tutto della Premier Meloni. Non si amano anzi si punzecchiano spesso, ma si rispettano, e anche tanto. E questa è stata la grande novità di questo 2023, anche perché l’Italia nella sua storia, pur avendo tante donne che hanno fatto parte della storia politica italiana, non era mai accaduto che ce ne fossero due a capo del Governo una, mentre l’altra guida la parte dell’opposizione. Insomma, due donne così forti e rappresentative ai vertici della politica italiana non era mai successo prima.

Dalla politica alla cronaca però, il passo è breve. Brevissimo. Non perché i due argomenti si tocchino, ma perché quanto è accaduto in questo 2023 ha, in qualche modo inasprito e toccato il mondo politico. I femminicidi, purtroppo, ci sono sempre stati, ma quest’anno hanno preso la ribalta nella cronaca e investito il mondo politico perché deve fare di più per educare e inserire leggi che tutelino ancora di più il mondo femminile in tutti i sensi. I 108 femminicidi (aggiornati al 15 dicembre del 2023) sono troppi, sono quasi uno ogni due giorni, e questo in un paese civile è inammissibile. Non si possono tollerare fatti accaduti alla povera Giulia Cecchettin che, purché sia accaduto verso la fine dell’anno, per tutti è l’emblema di questo anno atroce per le donne. Ma prima di lei ce ne sono state tante, uccise in modo brutale e con infamia, come la povera ragazza Michelle Causo, lasciata dentro un carrello della spesa, per non dimenticare Giulia Tramontano, una ragazza di 29 anni incinta, uccisa dal compagno che aveva una doppia vita. Ma sono state tante, troppe.

Ma ci sono anche Narges, Shani e Filomena

L'attivista
Narges Mohammadi l’attivista iraniana in carcere che ha vinto il premio Nobel per la pace (Ansa Notizie.com)

In tutto questo ci sono tante altre donne che hanno segnato questo 2023 con le proprie azioni, con le proprie idee e con la propria forza di volontà. Tra questo non poteva mancare Narges Mohammadi, l’attivista iraniana che è tuttora in carcere, che non vede da dieci anni la propria famiglia e che ha vinto il Premio Nobel per la pace. Naturalmente non l’ha potuto ritirare, ma tutto il mondo chiede la sua libertà, come per le altre donne che da Teheran lottano quotidianamente. Insieme a lei, un’altra immagine terribile di questo 2023 è quella di Shani Louk, 23 anni, uccisa il 7 ottobre durante la strage compiuta dai terroristi di Hamas al rave party Festival Supernova che si stava tenendo nel deserto del Negev, vicino al Kibbutz Re’im. “Il suo corpo inanimato e seminudo, con le anche disarticolate, è stato visto da tutti noi in un video diffuso da Hamas, La ragazza giaceva riversa sul retro di un pickup che sfilava per le strade di Gaza”, scrive e ricorda il CorSera di questa ragazza che si stava divertendo e che adesso è il simbolo di quella strage.

Dal 7 ottobre poi è scoppiata la guerra con Israele che ha messo e ferro e fuoco Gaza, e non solo. E in questo 2023 che sta volgendo al termine, non si possono dimenticare le “madri di Gaza” che “stringono i corpi senza vita dei loro bambini. Piangono, in ginocchio, davanti a file di lenzuola che coprono i cadaveri, accanto alle macerie delle loro case crollate sotto i bombardamenti. Percorrono chilometri a piedi per provare a mettere in salvo figli, fratelli, nipoti”. In mezzo, anche de c’entra poco c’è pure Filomena Iemma, una signora piccola, esile e magra ma una forza di volontà e un carattere pazzesco. E’ la mamma di Elisa Claps, la ragazza uccisa il 17 settembre del 1993. Ma ci sono anche personaggi come Michela Murgia, la famosa scrittrice morta ad agosto, “riuscita nella difficilissima impresa di trasformare il dolore fisico in una raffinata forma d’arte”

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