Messa Natale, l’omelia commovente di Papa Francesco: “Cuore nostro a Betlemme”

Nella tradizionale messa di Natale a mezzanotte Papa Francesco, nella sua commovente omelia, ha voluto rivolgere un pensiero al popolo di Israele e non solo 

Tradizionale messa di Natale a San Pietro diretta da Papa Francesco. Il Santo Padre ha voluto rivolgere un pensiero a tutte quelle persone che stanno vivendo questo periodo difficile. In particolar modo a coloro che stanno affrontando il dramma della guerra. In particolar modo in Ucraina e Israele. Arrivato in carrozzina, il Santo Padre è stato accolto da tantissimi fedeli con un lungo applauso. Una volta che è stati aiutato a sistemarsi sul trono vicino l’altare ha iniziato la funzione con l’aiuto di vescovi e arcivescovi.

L'omelia del Santo Padre
Messa di Natale, l’Omelia di Papa Francesco (Ansa Foto) Notizie.com

Queste le sue parole: “Il nostro cuore stasera è a Betlemme, dove ancora il Principe della pace viene rifiutato dalla logica perdente della guerra, con il ruggire delle armi che anche oggi gli impedisce di trovare alloggio nel mondo“. Il suo altro pensiero non può che essere rivolto in Palestina dove avvenne la nascita di un bambino regale: “In lui non vediamo un dio adirato che castiga, ma il Dio misericordioso che si incarna, che entra debole nel mondo, preceduto dall’annuncio: sulla terra pace agli uomini“.

Poi arriva il momento della statua di Gesù Bambino che viene svelata al mondo. Un discorso, quello del Pontefice, che continua in questo modo: “Un mondo che cerca il potere e la potenza, la fama e la gloria, dove tutto si misura coi successi e i risultati, con le cifre e con i numeri. È l’ossessione della prestazione“.

Messa Natale, omelia Papa Francesco: “Noi in che Dio crediamo?”

Poi un appello ai fedeli: “Noi in che Dio crediamo? Nel Dio dell’incarnazione o in quello della prestazione? Sì, perché c’è il rischio di vivere il Natale avendo in testa un’idea pagana di Dio, come se fosse un padrone potente che sta in cielo; un dio che si sposa con il potere, con il successo mondano e con l’idolatria del consumismo. Sempre torna l’immagine falsa di un dio distaccato e permaloso, che si comporta bene coi buoni e si adira coi cattivi; di un dio fatto a nostra immagine, utile solo a risolverci i problemi e a toglierci i mali“.

L'omelia del Santo Padre
Messa di Natale, l’Omelia di Papa Francesco (Ansa Foto) Notizie.com

Una omelia che ha continuato in questo modo: “Cristo non usa la bacchetta magica, non è il dio commerciale del tutto e subito; non ci salva premendo un bottone, ma si fa vicino per cambiare la realtà dal di dentro. Eppure, quanto è radicata in noi l’idea mondana di un dio distante e controllore, rigido e potente, che aiuta i suoi a prevalere contro altri! Ma non è così: Lui è nato per tutti, durante il censimento di tutta la terra“.

Nel corso della stessa viene nominato anche l’evangelista Luca visto che, grazie a lui, si deve la narrazione della nascita di Cristo: “Stupiamoci perché si è fatto carne. Carne: parola che richiama la nostra fragilità e che il Vangelo utilizza per dirci che Dio è entrato fino in fondo nella nostra condizione umana. Perché si è spinto a tanto? Perché gli interessa tutto di noi, perché ci ama al punto da ritenerci più preziosi di ogni altra cosa. Il tuo nome è scritto nel suo cuore. Ma tu  forse vivi male questo Natale, pensando di non andare bene e per altri motivi”.

In conclusione: “Fa che crediamo, o Signore, nel potere del tuo amore, così diverso dal potere del mondo. Ti offro l’unica cosa grande da amare sulla terra: il Santissimo Sacramento. Lì troverai fascino, gloria, onore, fedeltà e la vera via di tutti i tuoi amori sulla terra“.

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