Superbonus 110%, altro che eliminazione dello stesso: pronto ad essere completamente rimodulato. Tutto quello che serve sapere
Il governo decide di prendere un po’ di tempo in più per attuare delle modifiche. Anche perché la manovra in questione continua a restare in totale fase di stallo. Soprattutto per via delle critiche, polemiche e contestazioni da parte dell’opposizione. Ricordiamo che il termine di scadenza per quanto riguarda la Legge di Bilancio è fissato per il 31 dicembre. Se da una parte vedono l’esecutivo “nel caos”, dall’altra la maggioranza annuncia che manca solamente un emendamento. 
Ovvero quello che riguardano le infrastrutture. Lo stesso che dovrebbe consentire una rideterminazione dei costi del Ponte sullo Stretto. Ovviamente si tratta di un argomento molto delicato e da prendere con le pinze. Per il semplice motivo che tende a ridurre una parte dei fondi destinati al Ponte nel primo anno. A questo punto non è assolutamente da escludere che questa modifica possa passare nelle mani dei relatori nei prossimi emendamenti (pronti ad essere presentati).
Superbonus 110%, pronto ad essere rimodulato: Damiani accende la speranza
Non è da escludere che possa ripresentarsi il Superbonus 110%. A lanciare questa speranza ci ha pensato direttamente l’esponente di Forza Italia, Dario Damiani. Quest’ultimo, relatore della manovra e capogruppo del partito in commissione Bilancio, ha annunciato delle clamorose novità. Queste sono alcune delle sue parole a riguardo: “Penso che qualcosa per chiudere qualche stato di avanzamento di cantieri in maniera non onerosa possa esserci, vediamo cosa dice il governo“.

Anche se l’argomento, come annunciato in precedenza, potrebbe risultare molto complicato. Visto che rischia seriamente di coinvolgere delle risorse che il governo stesso non aveva alcuna intenzione di spendere. Allo stesso tempo, però, Forza Italia aveva tentato di prorogare i termini del 110% per i condomini con emendamenti al dl anticipi. Obiettivo, quindi, quello di trovare quanto prima la soluzione in manovra.
Anche se l’atmosfera non è affatto delle migliori. Soprattutto da parte delle opposizioni che continuano a criticare l’operato del governo. In particolar modo dal capogruppo del Partito Democratico, Francesco Boccia, quello del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli e quello di Avs, Tino Magni. Questi ultimi avevano lasciato i lavori specificando che non c’erano le condizioni necessarie per poter avviare un esame. Tanto da chiedere al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di recarsi in Parlamento.





