Bini Smaghi: “Meglio rinviare a dopo le europee l’intesa sul debito”

A parlare è l’economista che quando fu riscritto il Patto di stabilità era anche lui presente sul tavolo delle trattative e ora consiglia di rinviare

Andare avanti e indietro, parlare, trattare per trovare la soluzione migliore. E poi ancora fermarsi e riflettere. E’ quanto sta accadendo in materia economica sul Patto di Stabilità, con idee e situazioni che a volte convergono e altre volte no. “Meglio rinviare la riforma del Patto di Stabilità in attesa che ci sia la nuova Commissione. I mercati non temono lo stallo a Bruxelles, semmai conta cosa deciderà la Bce ad aprile sui tassi di interesse“. A dirlo quasi in modo e tono perentorio e Lorenzo Bini Smaghi, l’economista che, proprio qualche anno fa, era seduto al tavolo delle trattative quando il famoso Patto venne riscritto quasi totalmente nel 2005. Ora è l’attuale presidente di Société Générale, ma all’epoca era il direttore generale Affari internazionali del Tesoro. Insomma, uno che sa di cosa parla e del tema che si va ad affrontare da qui ai prossimi mesi.

L'economista
Lorenzo Bini Smaghi insieme al governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini (Ansa Notizie.com)

All’epoca di quando Bini Smaghi era il direttore generale degli Affari Internazionali del Tesoro, il rapporto con la Germania della Merkel era diverso, erano alleate su questo tema, tanto che si misero d’accordo per rallentare. Adesso la situazione è diversa. Decisamente diversa. “Il tentativo di porre l’accento sul debito e dare più poteri a Bruxelles sui bilanci nazionali“, consiglia l’economista Bini Smaghi che non sembra affatto convinto della proposta che sta portando avanti la Commissione europea.

“Se dopo un anno di negoziato non si trova un accordo, allora è meglio cambiare”

La riunione
Il ministro dell’Economia Giorgetti con altri dirigenti a Bruxelles (Ansa Notizie.com)

Se non riesce a trovare un’intesa dopo un anno di trattative, allora è meglio cambiare la base d’accordo“, le parole di Bini Smaghi alla Stampa, tanto che poi cerca di ribadire il concetto allargandolo e provando ad essere semplice per farsi capire: “Sicuramente non per l’Italia. Sarebbe stato meglio cercare di migliorare le regole piuttosto che cambiare totalmente l’impostazione. Si è ancora in tempo per tornare indietro. Puntare tutto sul debito e sul rafforzamento del ruolo della Commissione è delicato“.

Il problema, si dice in Europa, che l’Italia ha chiesto di scorporare le spese per quel che riguarda gli investimenti sul green e sui digitali, avanzando l’idea di un percorso più lento e sicuro per il rientro del debito. “Per i Paesi ad alto debito uno schema di questo tipo non cambierebbe molto, perché il vincolo sul debito prevarrebbe comunque, soprattutto nella proposta di riforma avanzata dalla Commissione europea. Ma per Bini Smaghi è una proposta che rischia di non centrare l’obiettivo anzi potrebbe avvantaggiare altri paesi: “È una proposta che tocca solo un punto e che rischia di favorire i Paesi a basso debito“.

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