Alla fine Dubai si è dimostrata la sede giusta per una Cop all’avangurdia

L’ex ministro Cingolani: “Nonostante le parole di Ahmed al Jaber, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno”

Dalle frasi criptiche e poco bene auguranti a una speranza. Difficile da individuare ma c’è, eccome se c’è. Già perché per chi credeva che la Cop agli Emirati Arabi fosse stata una pessima idea, soprattutto dopo le parole del presidente della Cop di Dubai, Ahmed al Jaber, in qualche modo si dovrà ricredere. “Non c’è nessuna scienza che dica che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili ci permetterà di raggiungere l’obiettivo di 1,5° C”. Frasi che hanno gettato un po’ nello sconforto, soprattutto per chi era lì e crede fermamente nell’investimento delle energie pulite.

La manifestazione
Un momento della Cop a Dubai (Ansa Notizie.com)

Da non sottovalutare che Al Jaber è ministro dell’Industria e amministratore delegato della compagnia petrolifera di stato, la Adnoc, ma è anche il presidente di Masdar, una delle aziende con sede proprio ad Abu Dhabi che possiede una importante quota del più grande impianto fotovoltaico del mondo, ben 4 milioni di moduli solari. Insomma, non proprio tutti i mali vengono per nuocere, anche se le contraddizioni sono all’ordine del giorno, visto quanto ha fatto e fa ogni giorno e quello che ha detto durante la Cop, lo stesso Al Jaber.

L’ex ministro Cingolani: “Voglio vedere il bicchiere sempre mezzo pieno…”

Il presidente
Il presidente della Cop a Dubai Ahmad Al Jaber che con le sue frasi sul petrolio ha fatto discutere (Ansa Notizie.com)

Insomma, Al Jaber parla dell’importanza dei combustibili fossili, ma allo stesso tempo investe miliardi sull’energia pulita. Una vera e propria transizione verso fonti energetiche meno inquinanti, come quella solare, ma anche eolica e idrogeno verde, un aspetto fondamentale e una priorità per tanti paesi ed è singolare quanto mai particolare che dalle parti del Golfo si sia investito così tanto, e già da diverso tempo. Per questo l’ottimismo e quelle parole di Al Jaber devono essere viste con un occhio diverso.

Almeno è quello che sostiene al quotidiano Il Foglio, l’ex ministro della Transizione ecologica ora amministratore dei Leonardo Roberto Cingolani: “Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, il fatto che gli Emirati abbiano ospitato il vertice può voler dire che è iniziata una progressiva presa di coscienza del problema e rivelare un’intenzione positiva per i prossimi anni: se non avessero ospitato la Cop avremmo detto che non vogliono sentire parlare di cambiamenti climatici”. Gli fa eco Massimo Nicolazzi, senior advisor per la Sicurezza energetica dell’Ispi: “Non ci sono luoghi migliori o peggiori di altri per organizzare la Cop. I paesi del Golfo vogliono dare di sé un’immagine green e hanno una chance concreta di fare una diversificazione totale delle loro economie. I fondi sovrani in questo hanno un ruolo importante. Preoccupano di più altri paesi produttori come l’Iraq, l’Iran, l’Algeria e la Nigeria

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