In una intervista che ha rilasciato al quotidiano “La Stampa” è intervenuto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli
Per quanto riguarda l’autonomia non ha alcun dubbio: si tratta di un buon testo. Queste sono alcune delle parole che arrivano direttamente da Roberto Calderoli. L’attuale ministro per gli Affari regionali e le Autonomie ne ha discusso in una lunga intervista a ‘La Stampa‘. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni a riguardo: “È un buon testo. E le opposizioni hanno dato il loro contributo: degli ultimi 86 emendamenti approvati, 44 sono loro“. 
Poi ha continuato dicendo: “Quando si discute del merito trovo attenzione e disponibilità da parte delle opposizioni, senza slogan, ma se si mette sul piano ideologico vedo ancora una contrarietà assoluta“. Il patto nella maggioranza è che questa legge venga approvata ma che non venga trasferita alcun tipo di funzione prima che siano definiti i Lep e i relativi costi e fabbisogni standard.
Il ministro ha continuato dicendo: “La garanzia delle risorse per i Lep è nella Costituzione: lo Stato, indipendentemente da chi è al governo, è tenuto a finanziare quel livello essenziale di prestazione e di servizio”.
Autonomia, Calderoli: “Stato pronto a revocarla se regione non rispetta i Lep”
Nel caso in cui si dovesse verificare una mancanza di risorse per poterli finanziare il ministro ha precisato: “In alcuni momenti di difficoltà si stringerà la cinghia“. Per quanto riguarda i Lep ha aggiunto: “Li stiamo definendo ora per la prima volta in modo organico e fino ad oggi nessuno aveva sollevato il problema. Quest’anno è stato fatto un taglio lineare a livello di ministeri, regioni, province, ed è chiaro che questo inciderà. Ma ci sarà sempre un momento congiunturale negativo e allora tutti stringeranno la cinghia, dalle regioni con l’autonomia a quelle senza”. 
In conclusione ha voluto fare un esempio pratico: ovvero se una regione non dovesse rispettare i Lep cosa succede. In quel caso lo Stato potrà optare per la revoca dell’autonomia che era stata concessa: “Ci sarà un monitoraggio da parte dello Stato. Una richiesta che può arrivare dal governo, dal consiglio regionale o dal Parlamento. Nel caso in cui la conferenza unificata Stato-Regioni stabilisse un mancato rispetto dei patti lo Stato può sostituirsi all’organo regionale e in ultima istanza revocare l’intesa”.





