Il ministro Valditara in un’intervista su ‘Libero’ conferma la sua volontà di andare fino in fondo per mettere fine agli slogan contro Israele.
All’interno della guerra che si sta combattendo in Israele c’è un’altra partita che si sta giocando in Europa (e non solo). Il conflitto, infatti, ha ormai diviso in due il mondo con persone che sono a favore di Tel Aviv e altri che stanno appoggiando ormai da giorni l’iniziativa decisa da Hamas. 
Questa divisione è presente anche in Italia e il ministro Valditara in un’intervista a Libero conferma che il governo ha le idee chiare su come muoversi in questi casi: “Chi giustifica ed esalta chi sgozza bambini, rapisce e uccide civili innocenti, è complice di questa barbarie. Noi siamo pronti ad andare fino in fondo. Se fosse confermato che alcuni ragazzi italiani hanno esaltato le gesta di Hamas, segnaleremo l’accaduto alle autorità competenti“.
Valditara conferma: “Pronta l’ispezione”

Il ministro Valditara conferma che nei prossimi giorni sarà fatta un’ispezione per verificare meglio quanto successo: “C’è la Legge Mancino e chi ha sbagliato dovrà pagare“.
“Ripeto: i fatti devono ancora essere accertati – ribadisce il titolare dell’Istruzione – ma se le indagini confermeranno tutto, allora servirà il pugno duro. Dopodiché le decisioni finali spetteranno alle autorità competenti. Io provo di certo grande amarezza quando si legittima la strage compiuto da Hamas. La memoria dell’Olocausto non è servita a prevenire queste idee. Festeggiare perché vengono uccise delle persone ebraiche è davvero disgustoso“.
“Sospensione per chi ha scritto i messaggi? Decideranno gli istituti”

Si parla anche di sospensione per chi ha scritto i messaggi pro Hamas, ma su questa decisione l’ultima parola spetta direttamente alla scuola. “La decisione finale spetta agli istituti – spiega Valditara – ci sono delle norme che i dirigenti scolastici possono applicare. Naturalmente siamo in attesa che il Parlamento approvi le mie proposte su condotta e sospensione“.
“La scuola deve contribuire ad eliminare ogni forma di antisemitismo – sottolinea ancora il ministro – occorre un regime duro nei confronti di qualsiasi atteggiamento violento. Siamo pronti a denunciare questi ragazzi“.





