A sorpresa inserito e approvato ieri in cdm, un nuovo prelievo sugli extraprofitti alle banche. Serviranno per i pagamenti dei mutui. La soddisfazione di Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture
“L’obiettivo per la prossima legge di bilancio è lavorare su aumenti di stipendi e decontribuzione. Emerge grande soddisfazione per questi primi 9 mesi di lavoro concreto: nella Lega c’è la convinzione che il prelievo sui maxi margini delle banche – che hanno guadagnato decine di miliardi in questo periodo – sia la strada giusta per aiutare lavoratori, famiglie e imprese”. 
Così in una nota di questa mattina del partito, il vicepremier Matteo Salvini commenta l’inserimento a sorpresa, arrivato ieri in cdm, di una nuova tassa sugli extraprofitti. Questa volta alle banche.
Prelievo maxi margini banche, Salvini: “Strada giusta per lavoratori, famiglie e imprese”-VIDEO-
Era stato lo stesso Salvini ad annunciarlo, spiegando che l’aliquota sarà del 40%. Tutti gli introiti saranno destinati a due voci: aiuto ai mutui prima casa e taglio delle tasse, “L’innalzamento dei tassi della Bce – aveva commentato il ministro delle Infrastrutture – ha portato ad un innalzamento del costo del denaro per famiglie e imprese. Non c’è stato un altrettanto solerte, veloce e importante aumento per i consumatori. Quindi in questo gap si verrà a contare un 40% di prelievo dagli extraprofitti multimiliardari delle banche. Non entriamo nel merito delle cifre, ma basta guardare gli utili del primo semestre 2023 delle banche per capire che non stiamo parlando di qualche manciata di milioni, ma si può ipotizzare di alcuni miliardi”.
Come funzionerà il forzoso prelievo? Il prelievo sarà limitato al 2023. La misura, dalla quale potrebbero arrivare circa 3 miliardi di euro, andrà a finanziare il taglio del cuneo fiscale e un fondo per i mutui. Il calcolo della base imponibile è “sull’ammontare del margine di interesse di cui alla voce 30 del conto economico relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023 che eccede per almeno il 3% il medesimo margine nell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022″. Conta inoltre “l’ammontare del margine di interesse di cui alla voce 30 del conto economico relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2024 che eccede per almeno il 6% il medesimo margine nell’esercizio antecedente. L’ammontare dell’imposta straordinaria, in ogni caso, non potrà essere superiore a una quota pari al 25% del valore del patrimonio netto alla data di chiusura dell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2023.”
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