Grazia a Zaki, Battilocchio (FI) a Notizie.com: “Lavoreremo allo stesso modo per la verità su Regeni”

La grazia concessa a Patrick Zaki dal presidente Abdel Fattah al-Sisi ha fatto nascere l’ipotesi di una sorta di baratto con l’Italia: il silenzio sulla vicenda Giulio Regeni in cambio del ritorno in Italia del ricercatore. 

L’ipotesi è stata smentita in maniera categorica dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha messo a tacere ogni voce sulla questione: “Siamo persone serie”, ha commentato, “non ci sono stati baratti”. 

Ne abbiamo parlato con Alessandro Battilocchio, in Commissione affari esteri alla Camera per Forza Italia.

Ritratto Giulio Regeni
Ritratto Giulio Regeni (Ansa Foto) – notizie.com

Onorevole, il ministro Tajani ha smentito le voci. Come risponde alle accuse?
Parlano i fatti. Questo governo lavora in maniera silenziosa, incessante e senza clamore per risolvere situazioni complesse. E anche senza proteste e baratti. Siamo riusciti ad ottenere questo risultato importante grazie soprattutto al lavoro della presidente Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, in stretta sinergia con i nostri diplomatici in Egitto e con l’intelligence. Non c’è assolutamente alcuna trattativa sottobanco e l’Italia deve continuare a pretendere la verità anche sul caso Giulio Regeni. Credo che anche su questo versante l’impegno sia massimo. Il governo, grazie a questo modus operandi sta ottenendo risultati importanti. È di poco tempo fa la notizia della liberazione di Alessia Piperno, detenuta ingiustamente in Iran. Questo è il momento della soddisfazione per il ritorno a casa di Patrick Zaki. Non caleranno, è certo, l’attenzione e l’impegno su altri casi, a partire dalla necessità di una verità senza ombre sulla vicenda di Giulio Regeni”;

Grazia a Zaki, Battilocchio (FI) a Notizie.com: "Lavoreremo allo stesso modo per la verità su Regeni"
Grazia a Zaki, Battilocchio (FI) a Notizie.com: “Lavoreremo allo stesso modo per la verità su Regeni” (Foto di Instagram) – notizie.com

Come si sa, il processo Regeni è fermo alla Procura di Roma perché l’Egitto si rifiuta di comunicare alla magistratura italiana le residenze dei quattro agenti accusati della morte del giovane, che fu rapito e fatto scomparire nel 2016 al Cairo. Cosa può fare l’Italia?
Può mettere in campo la stessa sinergia tra governo, diplomazia e intelligence che dovranno interagire con un Paese con il quale i rapporti sono consolidati. L’Italia più volte ha fatto richieste esplicite sulla necessità di non lasciare la vicenda Regeni con delle ombre: si tratta di un ragazzo la sui vita è stata spezzata con dinamiche ancora non chiare. Il governo anche in queste ore ha ribadito che l’impegno resterà inalterato e anzi, vanno chiesti anche chiarimenti in tempi brevi. Credo che la grazia di al-Sisi a Zaki abbia rafforzato le relazioni dell’Egitto non solo con l’Italia, ma anche con Bruxelles. All’interno di questo rafforzamento dei rapporti dell’Egitto con noi e con l’Europa, c’è anche la richiesta di avere collaborazione su Regeni”;

Bologna è in festa. Si attende l’arrivo di Patrick Zaki. Cosa gli vuole dire?
Le immagini di Patrick che abbraccia i suoi affetti più cari hanno commosso tutta l’Italia. Gli auguro di avere una vita bella e felice e come ha detto lui stesso, all’insegna della normalità. Quando ha parlato della voglia di andare a vedere il Bologna allo stadio, di preparare il matrimonio e tornare a studiare, è stato un segnale bellissimo. Al di là dell’azione diplomatica e politica, commuove l’affetto che la vicenda di Patrick Zaki ha suscitato nel cuore degli italiani”. 

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