Paolo Condò: “Gli arabi stanno facendo come i cinesi e i russi, ma non durerà. L’Europa è il calcio”

Il giornalista di Sky spiega a Notizie.com la sua posizione sul fenomeno del momento: “Vengono da noi perché economicamente siamo deboli, mica vanno a prendere i Milinkovic in Premier o Liga…”

Per me non durano, come non sono durati i russi, i cinesi, ma prima ancora gli americani nelle due fasi, negli anni ’70 e ’80 prima con Pelè e soci e successi con i vari Beckham e compagni, succederà anche agli arabi…“. Parole che sanno di futuro, quelle del giornalista di Sky Paolo Condò a Notizie.com e il suo ragionamento fila e ha senso logico, ma soprattutto è suffragato dai fatti. “Adesso tutti si meravigliano e restano a bocca aperta – spiega Condò -, ci può anche stare anzi è normale e giusto che sia così, i soldi non sono pochi, ma è una cosa che nel calcio succede da anni, solo che abbiamo la memoria corta. Pensi che nel 1949 in Colombia per silenziare la violente repressione che c’era nelle strade, il governo decise di aprire le porte ai giocatori stellari dell’epoca, con l’arrivo di Di Stefano e altri, passò per essere l’El Dorado colombiana. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, quella del calcio colombiano durò cinque anni e poi fine…“.

L'opinionista
Il giornalista di Sky Paolo Condò (Ansa Notizie.com)

Insomma, per Paolo Condò, quello del calcio arabo, è un fenomeno che non sarebbe destinato a durare, ma non solo per l’incredibile esborso di soldi, anche per un certo appeal che, prima o poi, verrà fuori e anche per alcune norme che non possono essere aggirate. E qui Condò tramite Notizie.com è chiaro: “Adesso possono tirare fuori tanti soldi, non hanno gli obblighi che hanno tante altre società come quello del fair-play finanziario e questo rende la competizione anche irregolare da un certo punto di vista, ma non è solo questo. Lì ci sono le prima quattro squadre della Lega che sono di proprietà del Governo e del Fondo, è come se Juventus, Milan, Inter e Napoli appartenessero allo stesso proprietario o alla Lega, ma che campionato è? Alla fine, se non cambieranno le cose, si stuferanno anche di prendere così tanti soldi, ma poi interverrà la Fifa come so già che sta facendo o vuole fare”.

“Mi ha sorpreso solo l’approdo di Milinkovic, ma i giovani grandi sono rimasti nelle squadre che contano”

Il trasferimento
Il centrocampista serbo Sergej Milinkovic-Savic nuovo acquisto dell’Al Hilal (Twitter Notizie.com)

E’ piuttosto convinto, Condò che il vento arabo non durerà, anche perché, storia e tradizione a parte, il “calcio che conta si gioca e si continuerà a giocare in Europa“. E fa qualche esempio: “Non vi siete accorti che vengono da noi principalmente? E perché questo? Perché noi adesso siamo i più deboli dal punto di vista finanziario, mica vanno a prendere Mbappé, al di là della squadra per cui gioca, non certo Bellingham o altri del City o della Premier. Continueranno a esserci le grandi d’Europa perché gli arabi stessi sanno che il calcio che conta è questo e sarà ancora questo, altrimenti perché si sono presi, oltre al City il Newcastle da poco?”

L’unica cosa che l’ha fatto incuriosire è il trasferimento di Milinkovic, ma per lui, non per la scelta che ha fatto e Condò a Notizie.com insiste: “Per me è una notizia preoccupante per lui, aveva appena riconquistato la possibilità di giocare la Champions ed è giovane, nel pieno della carriera, poteva andare alla Juventus ma ha scelto l’Arabia. E chi mi paragona il serbo con Kantè non regge, ma neanche con Brozovic che ha superato i 30 anni. Il serbo non ha fatto praticamente nulla di rilievo ed è un peccato per lui, ha scelto i soldi, poteva essere ancora più grande nel calcio che conta, non gli manca nulla”. E comunque tranquilli, assicura Paolo Condò a Notizie.com: “Il calcio arabo è destinato a sparire per come lo vediamo adesso così come è accaduto per i cinesi e i russi, ma anche gli americani. Il calcio che conta è l’Europa, la storia siamo noi e continueremo ad esserlo, nonostante i soldi…”

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