Caro voli, convocate le compagnie aeree. Urso: “O abbassano i prezzi o arriva l’Antitrust”

Continuano a salire i prezzi nel bel paese e, in particolare, il ministro Urso si sta occupando dell’impressionante caro voli registrato nel 2023.

Il monitoraggio dei prezzi in Italia, ma dovremmo dire nel mondo, continua ad evidenziare numerose anomalie secondo Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Un aereo di linea Ryanair, Notizie.com

Nelle ultime dichiarazioni, anche considerando la stagione e la comprensibile impennata della domanda, Urso ha voluto mettere l’accento sul costo dei biglietti aerei, anche se, sfortunatamente, si tratta soltanto di uno dei numerosi ambiti in cui è presente una difformità di prezzo-valore.

I prezzi salgono senza un criterio razionale

Gli sforzi del Ministero sono stati molteplici, ma ormai, Urso considera l’intervento di Antitrust e Guardia di finanza per calmierare un andamento delle cifre non in linea con il valore reale dei servizi offerti. Il ministro ha anche ricordato la generale impennata dei prezzi nella gran parte dei settori: carburante, ortofrutta, pasta, prodotti per l’infanzia e altro, che in alcuni casi, secondo il ministro Urso, sarebbero semplicemente inaccettabili. Ieri, in Consiglio dei ministri, Urso ha elencato e esposto un’informativa in cinque punti in cui sono ancora evidenti delle criticità.

Frutta e verdura
Sale il costo dell’ortofrutta, Notizie.com (Ansa)

In questo momento, comunque, la priorità sembrerebbe essere proprio quella dei voli aerei, che avrebbero raggiunto prezzi semplicemente insostenibili per la classe media. A Maggio, i voli nazionali hanno fatto registrare un incremento del 43,9% rispetto allo stesso periodo del 2022 e, questo, anche alla luce di un prezzo più basso del cherosene utile a far volare gli aerei di linea: “L’effetto degli acquisti di cherosene fatti a dicembre e gennaio, quando i prezzi erano elevati, dovrebbe essersi più che esaurito. Conto su un taglio delle tariffe nel giro di qualche settimana”. Come precedentemente accennato, l’informativa ha anche preso in considerazione altri beni, come i prodotti dell’infanzia, i cui prezzi, inspiegabilmente, non hanno conosciuto la minima flessione dopo il taglio dell’Iva (passata dal 22% al 5%). L’unico bene che ha conosciuto un parziale stallo nella salita del prezzo è la pasta, su cui il ministero si era ovviamente focalizzato, per permettere almeno ad un alimento primario, di non raggiungere cifre irrazionali.

Come intervenire?

Le ricette per raggiungere cifre sostenibili dalla popolazione italiana, sono già state adottate e, ad esempio, il ministro ha ricordato l’importanza della trasparenza: “Pensiamo a quanto accaduto dopo il decreto trasparenza con i carburanti. Oggi il prezzo dei carburanti alla pompa è tornato a livelli ante guerra. Il che vuol dire che l’azione del governo ha avuto efficacia. Faremo altrettanto in questo caso e ci aspettiamo spiegazioni significative. Adesso, per intervenire direttamente sul caro voli, è stata convocata la Commissione di allerta rapida, che verificherà in particolare la curva dei prezzi di tratte fondamentali per lo spostamento nel bel paese (Da Roma e Milano, verso Venezia, Palermo, Catania e Cagliari).

Antitrust, foto fonte Adobe Stock, Notizie.com

Alla riunione saranno convocate le compagnie aeree più importanti presenti sul territorio nazionale, che hanno già provveduto a fornire le cifre che l’Istat e il Ministero stanno confrontando con le proprie. Ita Airways, Ryanair, Malta Air, Aeroitalia, Easyjet, Neos e Wizz Air dovranno collaborare per tentare di rientrare in un range di prezzi più consono agli storici degli scorsi anni. Presenti anche sindacati, sigle di categoria e l’Antitrust. Se l’intervento dell’Antitrust non dovesse portare ai risultati sperati, attraverso l’operazione trasparenza, si passerà alla correzione forzata dei prezzi, come avvenuto nel caso del decreto carburanti.